Nuova Marna, s’ha da fare? «Ecco perché così non va»

Nuova Marna, s’ha da fare? «Ecco perché così non va»

All’incontro pubblico a Sesto Calende delle opposizioni critiche ma anche proposte

SESTO CALENDE - Sala gremita per la serata sul progetto della Nuova Marna voluta da Insieme per Sesto, Pd e Sesto in Movimento. Ma il confronto auspicato dalle minoranze non c’è stato: giunta e sindaco hanno disertato l’incontro.

In effetti i giochi di quello che le opposizioni chiamano “affare Marna” sono in fase avanzata: il Piano integrato d’intervento Esselunga/ex Avir si è definitivamente chiuso con la cessione del vecchio forno e dei parcheggi ad uso pubblico e un progetto preliminare è stato presentato in marzo dall’amministrazione Colombo. Nonostante le dichiarate intenzioni non polemiche dei relatori, le critiche sono state copiose.

Spiega Ugo Mazzoccato, capogruppo di IxS: «L’operazione lascia in eredità un cantiere ancora aperto e la paradossale situazione di un paese che ha necessità di parcheggi e si ritrova con 300 posti auto regolarmente vuoti. Con i soldi incassati dalle vendite (4 milioni) l’Amministrazione ha deciso di rifare la Marna in un’area compresa tra il ponte, il Sempione e la sp69 per Angera, una nuova sede della canoa e la pista ciclabile. Noi siamo favorevoli alla parte del progetto prevista sul fronte lago, contestiamo invece la scelta della nuova sede per la Marna».

Dopo una ricostruzione dell’iter di Leonardo Balzarini (i cui primi passi risalgono al 1997 con la chiusura della fabbrica Avir sotto la giunta Caielli), spazio all’attuale progetto. «In primo luogo il costo - spiega Mazzoccato - Poi abbiamo venduto 300 posti per 1,5 milioni e con la stessa cifra ne realizziamo 140, il traffico in aumento, il mancato ritorno economico per la città».

Michele Pizzini ha sottolineato la posizione infelice del futuro edificio, in una rotonda vicino alla ferrovia. Giorgio Bosoni di Luino 5 Stelle ha allertato sui problemi di sicurezza legati alla linea Alptransit che sarà a pieno regime dal 2018 ma che solo nel 2020 avrà attivi i sistemi di sicurezza. Massimo Giuliano, ex consigliere dell’istituto comprensivo Ungaretti e promotore d’una raccolta firme per un polo scolastico, ha puntato il dito sui costi della Marna, che avrebbero potuto essere ripartiti anche per la scuola.

Infine Christophe Colombo, laureando di Bergamo, ha illustrato la sua tesi sul recupero delle infrastrutture dismesse indicando gli edifici del Parco Europa (magazzino e palazzina ufficiali) come idonea localizzazione della Nuova Marna. Questa la proposta alternativa: spostare la Marna al parco, fare parcheggi in piazzale Rovelli, collegare la sede della Canoa alla piazza Cesare da Sesto creando un belvedere pedonale e poi estendere l’intervento alla piazza Mazzini. Unico problema: il Parco Europa è solo al 50% comunale. Il restante 50% è della Provincia, che ha affittato il suo edificio con contratto decennale a Air Vergiate. Il tema sarà affrontato nel consiglio comunale di martedì 11 luglio.


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