Truffa di vetture d’epoca on line. “Oliando” la Motorizzazione
Uno dei “furbetti” della Motorizzazione bergamasca in azione

Truffa di vetture d’epoca on line. “Oliando” la Motorizzazione

Polizia di frontiera in campo: nei guai 24 persone tra cui tre funzionari dell’ente di Bergamo. Tutto partì da un Harley

Un grande giro di auto e moto immatricolate in maniera fasulla con la connivenza di alcuni funzionari infedeli della motorizzazione di Bergamo: la truffa delle vetture d’epoca viaggiava on line. In tutto sono 24 le persone iscritte nel registro degli indagati al termine dell’inchiesta condotta dagli agenti del commissariato di polizia di frontiera di Luino e coordinata dalla Procura della Repubblica di Bergamo.

Obbligo di firma

Per otto di loro, tra cui anche i tre funzionari “fubetti” della Motorizzazione Civile di Bergamo, il gip ha emesso altrettante misura di custodia cautelare sottoponendoli al vincolo dell’obbligo di firma.

Sono in tutto 104 i mezzi finiti sotto sequestro: vetture e moto ricostruite artigianalmente che mai avrebbero potuto circolare sulle strade italiane senza l’aiutino da parte dei funzionari della Motorizzazione Civile e che, una volta immatricolate, arrivavano a costare sino a 500 mila euro.

Gli indagati sono accusati a vario titolo personale di falsità ideologica in atto pubblico, corruzione, abuso di ufficio, riciclaggio e di una serie di altri delitti posti in essere anche in associazione.

La moto “fantasma”

L’indagine è partita nell’estate 2013 quando un quarantenne di Luino denunciò il titolare di una concessionaria di Bergamo per truffa dopo l’acquisto di un motociclo Harley Davidson acquistata su Ebay, pagata circa 17 mila euro, ma mai consegnata all’acquirente.

Gli inquirenti, rintracciato il presunto truffatore che, nel frattempo, aveva chiuso la concessionaria di Merate di cui era titolare, hanno perquisito la sua abitazione e il nuovo posto di lavoro, sequestrando i suoi conti correnti al fine di restituire il maltolto al denunciante, anche alcuni Pc, delle targhe inglesi ed alcuni timbri della camera di commercio inglese, francese e rumena, risultati poi falsi. I poliziotti hanno quindi ricostruito l’intera vicenda.

Il modus operandi

Gli indagati compravano auto di poco valore all’estero (in alcuni casi veri e propri rottami) attraverso due concessionarie, una con sede a Bergamo l’altra a Borgomanero. Auto e moto venivano “restaurate” con pezzi non originali e spesso realizzati artigianalmente. C’era poi il problema dell’immatricolazione: qui intervenivano i titolari di due agenzie per pratiche automobilistiche (una con sede a Bergamo l’altra con sede a Rho) che facevano da intermediari con i funzionari infedeli della Motorizzazione di Bergamo.

“L’immatricolazione” illecita costava in tutto 3 mila euro, 600 dei quali servivano ad “oliare” i tre funzionari in ciascuna occasione. Tra i veicoli sequestrati vi sono dei cloni di vetture blasonate quali Lamborghini, prototipi di veicoli auto-costruiti in garage con motori motociclistici, concept car, auto allestite da Rally o con pesanti modifiche “tuning” alla carrozzeria che non sarebbero mai state targate se non grazie alle compiacenze dei pubblici impiegati della Motorizzazione di Bergamo.


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