• Sabato 28 Gennaio 2017
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Gabriele Ciavarrella si dimette da presidente del Varese Calcio

«La ragione per la quale ho convocato questa conferenza è uno solo: ieri sera intorno alle 18 ho rassegnato le mie dimissioni, volontarie e irrevocabili, dalla carica di Presidente e membro del consiglio di amministrazione del Varese Calcio. Avrei preferito tacere ma il mio silenzio avrebbe provocato un rumore assordante. Il silenzio è uno degli argomenti più difficili da confutare, ed io non voglio sottrarmi alle mie responsabilità e al mio irrinunciabile principio di trasparenza. Ed ecco perché sono qui con voi. La scorsa stagione ho accolto la sfida, insieme ad Enzo Rosa e Piero Galparoli, su invito dell’allora primo cittadino Attilio Fontana, di far rinascere e rifondare la squadra di calcio della città. Ho avuto paura di non essere all’altezza dell’incarico, ma poi ho incontrato la gente di Varese, i tifosi storici ed appassionati di questa squadra. Mi hanno accolto tra loro, mi hanno coinvolto grazie ai loro racconti appassionati, hanno acceso in me l’entusiasmo e la voglia di condividere un cammino incerto, non facile, in un ambiente a me sconosciuto con la sicurezza di voler far bene e puntare al successo, così come ho sempre fatto nella mia vita. Il Varese è rinato grazie al contributo di imprenditori locali al significativo sacrificio economico dei tifosi. I tifosi, che ci hanno sostenuti e gratificati con il loro affetto e la loro fiducia. Ci hanno guidato nel percorso della rinascita della squadra, incoraggiandoci e mantenendo sempre vivo in noi il sentimento d’amore e rispetto per i colori e la maglia della squadra. Ho fatto una scelta, ho scelto di essere leale nei confronti della città, della squadra e dei tifosi. Ho scelto la linea della trasparenza e delle legittimità. Ho scelto di agire guidato dalla morale e dalla passione, dai principi di onestà degli intenti e dei sentimenti. Ho scelto di accogliere una sfida che poteva portare al fallimento. Ho scelto di ridare un piccolo sogno in cui credere e vigore ad una passione assopita. Ho scelto di onorare ed amare il Varese. Non sono mai stato solo, i tifosi hanno vigilato su di me e sul mio operato, sulle mie scelte; mi hanno supportato nei momenti difficili, mi hanno incitato, hanno condiviso le vittorie e le sconfitte. Perché non si dimentica la luce negli occhi del Sig. Maccecchini o del Sig. Rinaldo, che concitato, dopo la partita, mi batte “la pacca” sulla spalla e dice “grazie presidente, è bello riavere il Varese”. Non dimentico di essere semplicemente un uomo del Varese, così come non dimentico di avere principi semplici, chiari ed irrinunciabili. Oggi mi trovo a non poter condividere un progetto che prescinde dai miei principi. Ad oggi è cambiata la compagine sociale, a seguito di cessione di quote di maggioranza ai nuovi soci (come verrà spiegato durante le domande dei giornalisti, le quote della società sono così divise: Basile 51%; Taddeo 29%; Ciavarrella 14; Rosa 5%; Galparoli 1% ndr); inoltre è cambiato il modus operandi e sono cambiate le scelte manageriali e sportive della società. Vivo la sensazione che lo spirito, che ha dato vita al progetto di rinascita, sia profondamente mutato, forse non c’è nemmeno più. Oggi provo una sensazione di mancata sintonia ed empatia tra i vecchi ed i nuovi soci; pur volendo raggiungere obiettivi di crescita e di sviluppo del Varese, si sono identificate due volontà e due modalità dissimili di raggiungimento degli stessi. Si tratta di due percorsi inconciliabili, tali da indurmi a farmi da parte, pur di non entrare in conflitto con una linea che potrebbe rivelarsi vincente in futuro. Da imprenditore il mio istinto e il mio sapere mi spingono ad una forma di prudenza forse troppo accentuata.Io sono quello che sposa la filosofia dello “step by step”, sono un sognatore con i piedi ben saldi a terra. Quello che importa è che questa mia resistenza non arrechi alcun danno al Varese. Dopo una lunga e sofferta riflessione sono giunto alla decisione di farmi da parte per agevolare il percorso definito dai soci di maggioranza. Questa mia decisione è stata peraltro avallata da un tentativo maldestro e per nulla celato, da parte del consiglio di amministrazione, prima con la convocazione di un CDA privo delle necessarie formalità di legge, con lo scopo di farmi accettare le decisioni, da me mai condivise, sul futuro della società, e poi da parte di Aldo Taddeo, con una seconda richiesta di un nuovo CDA con l’intento di escludermi dalla società, avvalendosi dell’articolo 18 dello statuto del Varese Calcio (che, nello specifico, recita: ARTICOLO 18, ESCLUSIONE:”Potrà essere escluso dalla società il socio che commette azioni disonorevoli entro e fuori dalla società o che, con la sua condotta, costituisce ostacolo al buon andamento del sodalizio. L’esclusione deve risultare da decisione dell’organo amministrativo a maggioranza assoluta). Signori, non dimenticherò mai la partecipazione e l’affetto dei tifosi, la passione di migliaia di persone per i nostri colori e per la nostra storia. Passione che è stata determinante per rendere questa storia unica, speciale e più forte di tutte le altre, fino ad oggi! Prometto che sarò sugli spalti ad esultare e soffrire al fianco dei tifosi. Enzo ed io continueremo a vigilare sulle finalità e sulla bontà del progetto, al fine di tutelare il patrimonio emotivo e morale della squadra e dei tifosi. Rinuncio a questo incarico, ma non rinuncio al Varese.

SEMPRE FORZA VARESE!!!».

Varese Press

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