LEGNANO I carabinieri di Legnano hanno risolto il caso dell’omicidio di Domenico Scafidi, residente a Busto Arsizio, trovato ucciso nel 2004 con 14 colpi di Skorpion a Dairago, nel Milanese. Per il delitto, è stato arrestato Ernestino Rocca, 36enne, operaio, sempre di Dairago, legato alla ‘ndrangheta.
Scafidi fu trovato ucciso la vigilia di Natale del 2004 ed era stato colpito da 14 colpi di cui dodici in testa, uno al torace e uno alla gamba sinistra esplosi da un’unica arma, una Skorpion calibro 7,65, un fucile mitragliatore di produzione jugoslava.
Per la soluzione del cold case è stato determinante l’esame del Dna. Quello di Rocca, arrestato nei mesi scorsi per detenzione di armi, dopo le analisi dei carabinieri del Ris (Reparto investigazioni scientifiche) è risultato identico a quello trovato su due mozziconi di sigaretta che erano stati repertati sul luogo del delitto. Con l’analisi delle celle a cui si era agganciato quel giorno il telefono cellulare di Rocca sono stati trovati altri riscontri. L’arma del delitto è stata trovata a bordo di un’auto in un garage a Bresso, sempre nel Milanese. Il movente del delitto pare sia stato un banale diverbio con Scafidi.
Il procedimento era già stato archiviato, ma l’arresto per armi di Rocca ha dato nuovo impulso alle indagini, coordinate dal pm della Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Milano Paola Biondolillo. Le indagini – spiegano i carabinieri – sono durate a lungo a causa anche del clima di omertà che circondava Rocca per via del suo spessore criminale e per la sua appartenenza alla ‘ndrangheta, in particolare alla locale di Legnano-Lonate Pozzolo (che subì un duro colpo con l’operazione Bad Boys). Rocca è ritenuto uomo di fiducia di Emanuele De Castro ed è stato raggiunto anche da un’ordinanza cautelare emessa nell’ambito dell’indagine Infinito che nell’estate dell’anno scorso ha decapitato i vertici lombardi della ‘ndrangheta.
e.marletta
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