L’orgoglio dei pendolari premiati alla Giornata del Ringraziamento. E una lezione per tutti: «Non abbiamo mai smesso di credere che potevamo convincere i nostri interlocutori con la forza delle nostre motivazioni e delle buone maniere». Dai portavoce Amedeo Cocca e Paola Gallazzi a tutti gli altri che da ormai quasi due anni sono sul “pezzo” nel rivendicare i propri diritti di utenti di Trenord e che sono saliti sul palco al cinema Lux a ritirare il “grazie”
della città e gli applausi. Hanno raccolto quasi ottomila firme per chiedere il ripristino delle fermate del Malpensa Express a Busto Nord, hanno tenuto duro nei mesi di Expo quando il sovraffollamento delle carrozze era un problema quotidiano, hanno saputo stare addosso all’assessore ai trasporti di Regione Lombardia Alessandro Sorte fino a riottenere quelle fermate perdute. «Siamo stati anche pressanti con i nostri appelli, ma sempre educati e cortesi – ammettono i pendolari del Comitato – credevamo che la via da percorrere fosse uno stile diverso, uno stile fermo ma gentile».
Ora che la città ha tributato il giusto “grazie”, i pendolari sfoderano tutto il loro orgoglio. Lo fanno sui social, fin dal primo giorno la “casa” virtuale in cui il gruppo si è formato. «Dietro le tastiere non ci sono solo “leoni”, almeno qui c’è tanta bella gente. Noi l’abbiamo dimostrato, credo che potremmo piacere un po’ anche ad Eco».
Rimane la beffa finale, che è un po’ quell’elemento di “sfiga” che la strana “legge di Murphy” dei pendolari contempla quasi sistematicamente: non sono passati che pochi giorni dall’annuncio di Ferrovie Nord sul ripristino definitivo della funzionalità delle scale mobili che da tempo erano guaste, che ieri mattina la scala mobile del binario 3, quella più utilizzata dai pendolari, era già di nuovo guasta.
Quasi profetico, visto che solo poche ore prima nei “ringraziamenti” che il Comitato ha diffuso “urbi et orbi” sulla propria pagina Facebook dopo la premiazione, si leggeva: «Domani torneremo tutti a segnalare la scala mobile che non funziona, l’ascensore rotto, i treni singoli, i ritardi o i danni fuori dalla stazione, ma spero, che tutti coloro che ci seguono su questa pagina si sentano un po’ come noi e che venga loro voglia di partecipare a qualcosa, un’associazione di volontariato per esempio, o anche solo di fare segnalazioni qui o via Twitter per far crescere la pagina e fare sentire la voce dei pendolari, lavoratori e studenti, di Busto e dintorni».