– Lo scorso agosto toccò a una donna. In questi giorni, invece, è accaduto a due suoi parenti e ad altrettanti dipendenti dell’ospedale. Al nosocomio di Busto Arsizio si torna a parlare di casi di scabbia. Medicalmente parlando si tratta di un’infettazione contagiosa della pelle.
A testimoniarne la presenza sono state le segnalazioni pervenute da alcuni cittadini. In particolare una di esse, il cui estensore ha preferito mantenere l’anonimato, ha fornito della vicenda alcuni particolari piuttosto puntuali parlando di «diversi casi di infestazione da scabbia nell’ospedale di Busto Arsizio, più precisamente nei reparti di urologia e chirurgia vascolare, i casi di scabbia degli ultimi giorno sono 5-6 tra pazienti e personale infermieristico». Fin qui la descrizione dell’accaduto e delle dimensioni che secondo la segnalazione esso avrebbe avuto,
poi i contenuti si fanno più mirati e comincia a fiorire qualche j’accuse «non è stata presa alcuna misura preventiva di sanificazione – prosegue l’anonimo autore – essendo una patologia causata da un acaro e trasmessa per semplice contatto, sia tra pelle e pelle che tra lenzuola e pelle, risulta essere molto contagiosa e i primi sintomi possono comparire anche a diverse settimane dal contagio». Il rilievo pare derivare da una persona che, evidentemente, non è a digiuno di problematiche sanitarie. Il suo autore aggiunge in seguito che «la vera e unica misura da adottare è la completa sanificazione di tutti e due i reparti contaminati, ma questo comporterebbe la loro chiusura per un brevissimo periodo di tempo». Alla fine la disamina complessiva dell’accaduto lascia spazio a un’altra considerazione critica: «Oltre al danno la beffa – dice chi ha segnalato la vicenda – il personale contagiato non può chiedere l’infortunio sul lavoro ma è obbligato a dare malattia, e le costose cure sono tutte a carico suo, teniamo presente che la cura la devono fare anche tutti i familiari».
Dall’azienda ospedaliera giungono naturalmente precisazioni sull’accaduto dai toni altrettanto chiari ed espliciti: «Confermiamo sicuramente che ci sono stati casi di scabbia nel nostro ospedale, ma se ne sono verificati anche in altre strutture visto che la scabbia si diffonde ovunque e ha tempi di incubazione talora anche lunghi; abbiamo avuto un caso di una donna ad agosto in chirurgia vascolare, poi in questi giorni un paio di dipendenti e due familiari della donna, tutti sono stati sottoposti alla profilassi ed è stato effettuato un percorso di sanificazione dei locali; i quattro casi sono stati poi curati dal dermatologo, quindi il fenomeno non ha dimensioni tali da dover suscitare allarmismo».