In 300 dicono basta ai profughi. Tra di loro immigrati e vicesindaco

Il Comitato parte in quarta e chiede «un incontro pubblico al prefetto»

Comitato Basta Profughi, la petizione al prefetto parte in quarta: «Chiediamo al prefetto un incontro pubblico e trasparente con la città». Firma anche il vicesindaco , e firmano anche alcuni giovani immigrati, regolari e integrati, che vivono in città.

Erano già circa 300 a metà pomeriggio le firme raccolte al gazebo organizzato ieri in via Milano dal comitato Basta Profughi, costituito ufficialmente lo scorso 3 ottobre, in seguito alle clamorose proteste degli ospiti del centro di accoglienza straordinario di via dei Mille. «Ancora una volta, una bella risposta dei cittadini, nonostante il tempo non certo clemente – ammette , uno dei fondatori insieme a – anche alcuni cittadini con toni incazzati, quasi razzisti e sopra le righe,

soprattutto persone appartenenti a classi sociali meno abbienti. Ed è del tutto giustificabile questo atteggiamento, visto che è questa situazione paradossale, da classica guerra tra poveri, ad indurre al razzismo». Quelli del comitato hanno anche risposto prontamente ad una mini-contestazione da parte di una signora, che ha puntato il dito contro le virgolette che nello striscione appeso dietro al banchetto accompagnavano la parola “profughi”. «Ci ha raccontato la storia di un ragazzo nigeriano, cristiano e perseguitato da Boko Haram, che si è trovato senza volerlo su un barcone dopo che era scappato dal suo Paese per cercare lavoro in Libia – racconta Sabba – è l’emblema di quello che denunciamo noi, così il prossimo striscione reciterà “basta tratta di esseri umani”. Anche loro sono vittime, come i migranti che già vivono qui e si sono integrati. Ci stupiamo che i cosiddetti “progressisti” difendano questa sostituzione etnica che ci viene imposta dall’alto e da poteri forti». Non a caso, tra le firme e tra i simpatizzanti, ci sono anche immigrati di seconda generazione: un tunisino, un marocchino, un indiano. «Sono loro i primi ad essere danneggiati da questa situazione, che fa passare un messaggio sbagliato nei confronti degli immigrati onesti che lavorano e rispettano le regole – sottolinea , un altro dei promotori del comitato – altro che accuse di razzismo, la nostra iniziativa è di semplice buon senso». E il gazebo di Forza Nuova, anch’esso presente in via Milano, era lontano qualche centinaio di metri. Le firme raccolte dal Comitato verranno fatte pervenire al prefetto di Varese : «Vogliamo che venga fatta chiarezza sulla gestione dell’emergenza profughi, per capire perché si mischiano i veri rifugiati e i migranti economici e come vengono spesi i soldi dello Stato. Chiederemo al prefetto un incontro pubblico, in cui lo Stato metta la faccia davanti ai cittadini e risponda alle loro domande».