Ancora violenza in piazza Garibaldi: il “branco” di ragazzine colpisce di nuovo a Busto Arsizio

Aggredita una coetanea davanti al McDonald’s: botte tra minorenni, sangue a terra e immagini riprese per i social. Indagini in corso, genitori convocati.

Nuovo episodio di violenza giovanile in pieno centro a Busto Arsizio. Il “branco” di ragazzine, già noto alle forze dell’ordine per precedenti aggressioni, è tornato in azione nel pomeriggio di venerdì 4 aprile in piazza Garibaldi, proprio davanti al McDonald’s.

La vittima, una coetanea appartenente a una famiglia di origine straniera, è stata accerchiata e aggredita, ma avrebbe provato a difendersi. Sul posto è rimasto del sangue a terra, segno evidente della violenza dell’episodio.

Le immagini e la fuga prima della polizia

Le giovani coinvolte sono riuscite a fuggire rapidamente prima dell’arrivo delle volanti del commissariato cittadino. Tuttavia, la zona è sorvegliata e la polizia ha già acquisito le immagini delle telecamere di sicurezza, che potranno aiutare a identificare le responsabili.

Tra le protagoniste dell’aggressione ci sarebbe ancora una volta la dodicenne già nota per un episodio precedente: aveva picchiato una tredicenne con tecniche di kick boxing, strappandole i capelli e ricevendo l’incitamento del gruppo, che aveva ripreso tutto per postarlo sui social.

Allarme tra i genitori e misure in arrivo

La situazione sta creando forte preoccupazione tra i genitori, che vedono peggiorare la situazione nonostante gli episodi precedenti abbiano già fatto discutere. Le protagoniste sembrano tutte giovanissime, in età da scuole medie, e agiscono con freddezza e premeditazione.

Il commissariato di Busto Arsizio, in collaborazione con la Questura di Varese, sta lavorando per definire provvedimenti concreti: saranno convocati i genitori delle minori coinvolte e si valuta l’adozione di Daspo Willy, il provvedimento che vieta la frequentazione di determinati luoghi a chi è coinvolto in episodi violenti, anche se minorenne.

Un fenomeno che preoccupa

A distanza di un mese dai primi episodi di baby gang in città, la situazione appare lontana dalla risoluzione. Il rischio è che questo tipo di violenza si normalizzi, in particolare se alimentata dalla ricerca di visibilità sui social. Le indagini sono in corso e non si escludono ulteriori sviluppi nelle prossime ore.