Un grave episodio predatorio si è verificato nella giornata di ieri alla Rasa, alle porte di Varese, dove un allevamento ha subito la perdita di 11 capi ovini tra pecore e agnelli. Sono in corso gli accertamenti da parte degli organi competenti per chiarire l’esatta dinamica dell’attacco: tra le ipotesi al vaglio vi è anche quella di una predazione da lupo, ma al momento non vi sono conferme ufficiali.
Sul posto sono intervenuti i tecnici incaricati dei controlli, che hanno effettuato i rilievi e avviato le procedure di verifica, inclusi i campionamenti necessari per le analisi di laboratorio, fondamentali per stabilire con certezza la specie responsabile.
«È stato un brutto colpo, racconta Greta Grisoni, titolare dell’azienda, al dolore per la perdita degli animali si aggiunge un danno economico importante. Per noi è la prima volta. Il recinto era strutturato e non improvvisato. Ora cercheremo, per quanto possibile, di aumentare le misure di protezione notturna, in attesa di capire esattamente cosa sia successo».
L’azienda, che alleva ovini e bovini, è una realtà di dimensioni contenute e la perdita subita incide in modo significativo sull’equilibrio produttivo, oltre che sul piano umano.
Proprio per questo Coldiretti Varese invita ad affrontare episodi di questo tipo con serietà, equilibrio e tempestività, evitando sia allarmismi sia sottovalutazioni. L’organizzazione agricola esprime «piena vicinanza all’allevatrice e alla sua famiglia», sottolineando come la tutela della zootecnia locale passi da strumenti concreti: monitoraggio costante del territorio, supporto tecnico alle misure di prevenzione, rapidità negli accertamenti e indennizzi adeguati in caso di danni accertati.
Il fenomeno delle predazioni da grandi carnivori interessa da tempo diverse aree della Lombardia, in particolare quelle montane e pedemontane, e negli ultimi anni ha coinvolto un numero crescente di allevamenti. Secondo Coldiretti Varese è fondamentale proseguire il lavoro di coordinamento tra istituzioni, enti territoriali e strutture tecniche competenti, in particolare con gli ATC, per conciliare la presenza della fauna selvatica con la continuità delle attività agricole e pastorali, presidio essenziale del territorio.
In attesa degli esiti ufficiali sugli accertamenti della predazione avvenuta alla Rasa, Coldiretti rinnova infine l’appello a mantenere alta l’attenzione sulle imprese zootecniche, che operano quotidianamente in contesti complessi e rappresentano un pilastro economico, ambientale e sociale anche nelle aree a ridosso del capoluogo.













