Si chiude con un esito fortemente ridimensionato anche in secondo grado il processo legato all’inchiesta “Mensa dei poveri”, il vasto filone giudiziario su presunti appalti pilotati e un sistema corruttivo ipotizzato dalla Procura di Milano e sfociato, nella primavera del 2019, in una serie di arresti che avevano avuto grande eco mediatica.
L’udienza di oggi, mercoledì 15 gennaio, davanti alla Corte d’Appello di Milano ha segnato un passaggio decisivo: numerose assoluzioni e una consistente riduzione delle pene inflitte in primo grado. Un percorso che conferma, anche sul piano processuale, l’indebolimento dell’impianto accusatorio iniziale.
Tra le decisioni più rilevanti c’è l’assoluzione con formula piena dell’imprenditore varesino Paolo Orrigoni, patron del gruppo Tigros, già assolto in primo grado dall’accusa di corruzione legata a una presunta tangente per una variante al Pgt. La sentenza d’Appello si è allineata alla richiesta della Procura generale, mettendo definitivamente fine alla sua posizione nel procedimento.
Assoluzione anche per Carmine Gorrasi, ex numero uno di Forza Italia in provincia di Varese, e per il giornalista Andrea Aliverti. Cade in Appello l’accusa di corruzione anche per l’ex europarlamentare Lara Comi, mentre viene confermata la condanna per truffa, con una pena ridimensionata a un anno.
Chat inutilizzabili per Lara Comi, un cavillo fa decadere l’accusa più grave
Decisiva per l’assoluzione dall’accusa di corruzione è la sopraggiunta inutilizzabilità delle chat WhatsApp utilizzate in primo grado. Si trattava di messaggi scambiati nel dicembre 2018 tra Comi e l’avvocata Maria Teresa Bergamaschi, sua collaboratrice, estratti dal telefono di quest’ultima con il suo consenso mentre veniva ascoltata come testimone. Messaggi considerati documenti e quindi utili a ricostruire, secondo l’accusa, un presunto accordo corruttivo per l’assegnazione di consulenze da parte di Afol Metropolitana (Agenzia per la Formazione, Orientamento e Lavoro), allora diretta da Giuseppe Zingale, in un contesto di rapporti politici che coinvolgevano anche Nino Caianiello, l’allora ras di Forza Italia a Varese e in Lombardia. Nel 2023, però, questo tipo di messaggi sono stati classificati come “corrispondenza privata” dalla Corte Costituzionale (caso Open-Renzi). Significa che per i parlamentari serve l’autorizzazione dell’assemblea di appartenenza. E siccome nel caso di Comi l’autorizzazione dell’Europarlamento non era stata richiesta, la Corte d’Appello ha dichiarato le chat inutilizzabili e decaduta l’accusa di corruzione.
La Corte ha escluso la responsabilità di Lara Comi per la presunta truffa ai danni del Parlamento europeo relativa all’incarico affidato al giornalista di Malpensa24 Daniele Aliverti. I giudici hanno inoltre riconosciuto all’ex parlamentare una circostanza attenuante, cioè un elemento che riduce la pena legato al risarcimento economico effettuato da Comi al Parlamento europeo (500 mila euro), considerato equivalente alle aggravanti.
La sentenza ha comportato anche l’annullamento delle confische disposte in primo grado, cioè il sequestro di somme o beni, che riguardavano Comi, Aliverti e Carmine Gorrasi, ex segretario provinciale di Forza Italia. È stata invece confermata la responsabilità di Lara Comi per truffa in merito ad un altro contratto stipulato con un diverso collaboratore nel periodo tra il 2016 e il 2017.
I giudici di secondo grado si sono pronunciati complessivamente su 14 imputati. È stata confermata l’assoluzione per Pietro Tatarella, ex vice coordinatore lombardo di Forza Italia ed ex consigliere comunale milanese. Assolto anche l’ex parlamentare azzurro Diego Sozzani, che in primo grado era stato condannato a un anno e un mese.
Ridotte, infine, le pene per alcuni imputati: per l’imprenditore Daniele D’Alfonso la condanna è passata da sei anni e mezzo a cinque anni e due mesi, mentre per Giuseppe Zingale, ex direttore generale di Afol Metropolitana, la pena è scesa da due anni a un anno e sei mesi.
Un verdetto che segna un ulteriore, significativo ridimensionamento di una delle inchieste più rilevanti degli ultimi anni sul fronte politico-amministrativo lombardo.













