Una vicenda che ha profondamente scosso una comunità del Luinese e che si inserisce in un quadro definito da mesi sempre più preoccupante in tutto l’Alto Varesotto. Protagonista una donna di 78 anni, costretta ad abbandonare la propria casa dopo una lunga serie di intrusioni, furti e devastazioni che hanno reso impossibile continuare a viverci in sicurezza.
«Da quando è successo non sono più tornata. Ora sono ospite da un’amica a Grantola», racconta la donna. La paura e il senso di insicurezza hanno avuto la meglio, aggravando una situazione personale già delicata dal punto di vista sanitario.
I fatti hanno avuto inizio poco prima di Natale. Il 20 dicembre, mentre il figlio, impegnato per lavoro a Milano, rientrava a casa solo saltuariamente, l’abitazione è stata trovata completamente messa a soqquadro. «Un giorno ha trovato tutto per terra: biancheria, documenti privati, oggetti sparsi ovunque», spiega la 78enne.
In quel periodo la donna era assente anche a causa di una grave caduta accidentale. «Sono scivolata da una scala e ho riportato un trauma alla gamba. Ci sono voluti 40 giorni per guarire», racconta. Un’assenza forzata, aggravata da altri problemi di salute, che avrebbe favorito l’occupazione abusiva dell’immobile.
All’interno della casa, secondo quanto riferito, venivano consumate le scorte di cibo e rovistati documenti ed effetti personali. Numerosi gli oggetti rubati: telefoni cellulari, borsellini, biancheria, piumoni e attrezzature successivamente rivendute. «Tirava fuori anche i documenti di casa», aggiunge la donna.
Ai furti si sono sommati gravi danni materiali. «Non ho abitato la casa per 40 giorni e mi è arrivata una bolletta del gas da 280 euro», racconta. Televisori e apparecchiature sono stati danneggiati, impianti elettrici e idraulici ripetutamente compromessi. «Chiamavo l’elettricista o l’idraulico, un amico sistemava tutto, e poco dopo veniva nuovamente rotto. È stata una situazione allucinante».
La svolta è arrivata nella giornata di mercoledì con l’intervento dei carabinieri della Compagnia di Luino. L’abitazione è stata trovata ancora una volta aperta e l’uomo, secondo quanto ricostruito, dormiva in diverse stanze della casa, forzando porte e serrature.
Nel pomeriggio è scattato l’arresto: un giovane di 29 anni, nato nel 1996, di nazionalità marocchina, senza fissa dimora e già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati, l’ultimo dei quali risalente a pochi giorni prima. Fermato dai carabinieri con l’aiuto di alcuni amici della donna, è comparso ieri mattina in tribunale per direttissima. L’arresto è stato convalidato e il giovane è stato condotto nel carcere di Varese.
Accanto al dramma personale, emerge però anche una forte testimonianza di solidarietà. «Ho un gruppo di amiche meravigliose», racconta la 78enne. «In momenti come questi, avere qualcuno che ti aiuta anche solo a provare a rimettere in piedi una casa normale è fondamentale».
Amici e conoscenti si sono alternati per riparare porte, sistemare impianti e offrire un sostegno concreto. «Purtroppo ci sono questi delinquenti, ma c’è anche una grande rete di amicizia che mi sta aiutando», conclude la donna.
Intanto, in diverse località del territorio, da Grantola a Cassano fino a Cuveglio, cresce l’attenzione e la preoccupazione per episodi analoghi, che continuano a generare allarme e a riaccendere il dibattito sulla sicurezza nell’Alto Varesotto.












