BOLOGNA – La stagione della Pallacanestro Varese si spegne nel caldo soffocante di Bologna e dentro una serata che lascia addosso più amarezza che rimpianti. La sconfitta per 104-85 contro la Virtus Bologna, unita al successo di Aquila Basket Trento contro Olimpia Milano, condanna la Openjobmetis al nono posto finale e all’ennesima esclusione dai playoff.
Ed è proprio questo il dato che pesa di più. Perché Varese, a un certo punto della stagione, aveva davvero dato l’impressione di poter interrompere un digiuno che ormai dura da otto anni. Invece resta fuori ancora una volta, dopo aver accarezzato un traguardo che sembrava improvvisamente possibile anche soltanto poche settimane fa.
La beffa è doppia. Con una vittoria, infatti, i biancorossi sarebbero addirittura saliti al settimo posto, approfittando del passo falso interno di Trieste. Invece il finale racconta un’altra storia: quella di una squadra che ha lottato, che ha saputo rialzarsi dopo un avvio drammatico di stagione, ma che nei momenti decisivi non è riuscita a fare l’ultimo salto.
Pesano inevitabilmente anche le circostanze esterne: i due punti cancellati dalla vicenda Trapani, la settimana senza partita, un campionato spezzato e pieno di anomalie che ha finito per incidere in modo concreto sulla classifica finale. Ma sarebbe troppo semplice fermarsi lì. Perché la sensazione, oggi, è che questa Varese i playoff li abbia persi soprattutto nelle occasioni lasciate per strada durante l’anno.
In sala stampa Ioannis Kastritis prova giustamente a evitare toni da resa totale. Ringrazia squadra, società e tifosi e rivendica il percorso compiuto, ricordando da dove era partita Varese nei pronostici estivi e soprattutto dopo le prime settimane di campionato. Ed è vero: rispetto alle ultime stagioni vissute costantemente sul filo della retrocessione, il nono posto rappresenta comunque un miglioramento.
Ma proprio per questo il finale lascia ancora più amaro in bocca. Perché stavolta l’obiettivo sembrava davvero raggiungibile. Bastava forse un dettaglio diverso, un innesto più incisivo sotto canestro, una maggiore continuità nei momenti chiave. Dettagli che oggi diventano inevitabilmente materia di riflessione.
Sul parquet della Virtus Arena, peraltro desolatamente vuota e senza tifosi biancorossi al seguito a causa del divieto di trasferta per i residenti in provincia di Varese, la partita non è mai davvero girata dalla parte della Openjobmetis. I biancorossi non hanno mai smesso di provarci, ma nemmeno sono riusciti a dare quella sensazione di poter realmente mettere alle corde Bologna.
L’assenza quasi totale di Tazé Moore, debilitato da un problema gastrointestinale, ha tolto atletismo e imprevedibilità all’attacco varesino. E ancora una volta i falli immediati di Skylar Renfro hanno complicato la gestione dell’area.
A tenere viva la partita ci ha pensato soprattutto Olivier Nkamhoua, autore di una prova offensiva straordinaria da 30 punti. Ma il dato che racconta davvero la gara è quello dei rimbalzi: 54 a 24 per la Virtus. Un dominio fisico assoluto che Varese non è mai riuscita nemmeno lontanamente a contenere.
Se la superiorità atletica bolognese era prevedibile, ciò che è mancato ai biancorossi è stata soprattutto la capacità di sporcare la partita, di trasformarla in una battaglia di nervi e intensità. Invece sotto canestro la Virtus ha controllato tutto, costruendo possessi extra continui e togliendo progressivamente ossigeno alla rincorsa varesina.
Nel finale, mentre da Trento arrivavano notizie sempre peggiori, anche l’ultima resistenza biancorossa si è spenta. Matteo Librizzi è stato l’ultimo ad arrendersi, ma senza il sostegno necessario attorno a sé. Gli ultimi secondi sono serviti soltanto a regalare un’apparizione ai giovani Bergamin e Villa, quasi un gesto simbolico per chiudere una stagione lunga, tormentata e incompleta.
Ora resta da capire cosa nascerà dalle macerie di questa delusione. Una possibile qualificazione europea potrebbe almeno dare continuità al progetto e offrire una dimensione internazionale a una squadra che, per lunghi tratti, ha mostrato carattere e identità. Ma il vero nodo resta un altro: Varese continua a vedere i playoff da lontano. E questa volta il traguardo sembrava davvero lì, a un passo.
Il tabellino
OLIDATA V. BOLOGNA – OPENJOBMETIS VARESE 104-85
(27-17, 49-38; 78-69)
V. BOLOGNA: Hackett 9 (1-1, 2-4), Vildoza 8 (1-1, 2-4), Edwards 9 (0-5, 3-6), Niang 4 (1-2), Diouf 10 (5-6); Pajola 12 (2-2, 2-3), Alston 19 (4-6, 1-6), Ferrari 8 (3-4, 0-1), Diarra 9 (3-3), Jallow 9 (4-6, 0-1), Akeke, Dos Santos 7 (1-3, 0-4). All. Jakovljevic.
VARESE: Iroegbu 19 (2-8, 4-8), Moore, Alviti 5 (1-2, 1-4), Nkamhoua 30 (8-12, 3-6), Renfro 2 (1-5); Stewart 7 (3-4, 0-5), Villa, Assui 7 (2-2, 1-3), Librizzi 13 (3-5, 2-3), Ladurner 2 (1-1), Freeman (0-1 da 3). All. Kastritis.
ARBITRI: Rossi, Sahin, Lucotti.
NOTE. Da 2: B 24-40, V 21-40. Da 3: B 11-30, V 11-29. Tl: B 23-29, V 10-19. Rimbalzi: B 54 (18 off, Diouf 11), V 24 (5 off., Iroegbu 6). Assist: B 25 (Dos Santos 7), V 18 (Iroegbu 7). Perse: B 13 (Pajola 4), V 7 (Alviti 3). Recuperate: B 3 (Pajola, Alston, Hackett 1), V 6 (Librizzi 2). Usc. 5 falli: Renfro.












