Omicidio di Mesenzana, Renato Bianchi a processo per la morte della moglie: udienza il 27 novembre

Omicidio di Mesenzana, Renato Bianchi a processo per la morte della moglie: udienza il 27 novembre
Il 79enne è accusato di aver ucciso a coltellate Mariella Chiari il 15 novembre 2025 nella loro abitazione.
Il Gup ha disposto il rinvio a giudizio davanti alla Corte d’Assise di Varese. Respinta la richiesta di una perizia psichiatrica immediata: la questione sarà affrontata in dibattimento.

MESENZANA – Si aprirà il prossimo 27 novembre davanti alla Corte d’Assise di Varese il processo a carico di Renato Bianchi, il 79enne accusato dell’omicidio della moglie Mariella Chiari, uccisa a coltellate il 15 novembre 2025 nella loro abitazione di Mesenzana.

La decisione è stata presa martedì 20 ottobre dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Varese, Rossana Basile, che ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pubblico ministero Stefania Nadalini. La notizia è stata riportata anche nell’edizione odierna del quotidiano La Prealpina, in un articolo firmato da Massimiliano Martini.

Per l’imputato si apre dunque una nuova fase giudiziaria, nella quale saranno approfondite le circostanze del delitto e valutati gli elementi raccolti nel corso delle indagini.

Respinta la richiesta di una perizia psichiatrica nella fase preliminare

Nel corso dell’udienza preliminare, il giudice ha respinto la richiesta avanzata dal difensore dell’imputato, l’avvocato Andrea Toppi, di disporre già in questa fase una nuova perizia psichiatrica.

La questione delle condizioni mentali del 79enne sarà comunque nuovamente sottoposta all’attenzione dei giudici durante il dibattimento, con l’obiettivo di approfondire sia il quadro clinico sia la capacità dell’uomo di partecipare consapevolmente al processo.

Nessun familiare della vittima si è costituito parte civile nel procedimento.

A carico di Bianchi vengono contestate due aggravanti: i futili motivi e il rapporto di coniugio con la vittima. La contestazione di aggravanti per le quali è prevista la pena dell’ergastolo ha impedito alla difesa di accedere al rito abbreviato, che avrebbe comportato una riduzione della pena in caso di condanna.

Il vizio parziale di mente emerso durante le indagini

Uno degli aspetti centrali del procedimento riguarda le condizioni psichiche dell’imputato. Nel corso delle indagini, una consulenza psichiatrica disposta dalla Procura aveva rilevato un vizio parziale di mente, con una significativa riduzione della capacità di intendere e di volere dell’uomo al momento dei fatti.

La valutazione potrebbe assumere rilievo nel processo e, qualora venisse confermata e riconosciuta dai giudici, incidere sull’eventuale determinazione della pena.

All’uomo sarebbe stato inoltre diagnosticato un disturbo neurocognitivo. Proprio alla luce di questo quadro, la difesa ha chiesto un ulteriore approfondimento per accertare le condizioni psichiche attuali del 79enne e verificare se sia in grado di affrontare il dibattimento comprendendone pienamente il significato.

Saranno i giudici a valutare gli elementi clinici e peritali che verranno eventualmente acquisiti nel corso del procedimento.

La confessione e l’ipotesi della lite per i gratta e vinci

Renato Bianchi era stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Luino subito dopo il delitto. L’uomo aveva confessato di aver ucciso la moglie, ma non era riuscito a ricostruire con chiarezza le ragioni del gesto. Il suo racconto era apparso confuso, caratterizzato da vuoti di memoria.

Secondo l’ipotesi investigativa, all’origine dell’aggressione ci sarebbe stata una discussione per questioni economiche legate ai gratta e vinci, che entrambi i coniugi erano soliti acquistare.

La lite sarebbe poi degenerata: stando alla ricostruzione degli investigatori, l’uomo avrebbe prima colpito la moglie al volto con un pugno e successivamente l’avrebbe raggiunta con una decina di coltellate al petto, mentre si trovava già a terra.

Si tratta della ricostruzione accusatoria che dovrà essere esaminata nel corso del processo, nel rispetto delle garanzie previste per l’imputato.

Il 27 novembre si apre il processo davanti alla Corte d’Assise

Con il rinvio a giudizio, la vicenda giudiziaria legata alla morte di Mariella Chiari entra nella fase dibattimentale. La Corte d’Assise di Varese sarà chiamata a esaminare le prove, ricostruire la dinamica dei fatti e valutare le responsabilità penali contestate a Bianchi.

Tra i temi destinati a essere approfonditi ci saranno anche le condizioni psichiche dell’imputato, alla luce della consulenza già svolta durante le indagini e delle eventuali ulteriori valutazioni richieste dalla difesa.

L’appuntamento è fissato per il 27 novembre, quando in aula prenderà il via il processo per l’omicidio di Mesenzana. Un passaggio decisivo per fare piena luce sulla morte di Mariella Chiari e accertare, in sede giudiziaria, le responsabilità per il delitto.

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