Pasqua sempre più salata per gli italiani. Secondo un’indagine realizzata da Udicon (Unione per la difesa dei consumatori) insieme all’Istituto Piepoli, quasi 9 cittadini su 10 segnalano un aumento dei prezzi dei prodotti tipici, con le uova di cioccolato finite al centro delle critiche.
Non solo più care, ma anche più piccole: è questa la percezione diffusa tra i consumatori, che evidenziano un cambiamento evidente rispetto agli anni passati.
Il peso della “shrinkflation”
Il fenomeno ha un nome preciso: shrinkflation. Si tratta della riduzione delle quantità a parità di prezzo, spesso mantenendo invariata anche la confezione. Un meccanismo che, secondo i dati dell’indagine, è stato notato dall’84% degli intervistati.
In particolare, il 46% degli italiani ritiene che le uova pasquali siano oggi più piccole rispetto al passato, mentre l’85% le considera comunque costose. Una doppia percezione che alimenta il malcontento e incide direttamente sui comportamenti di acquisto.
Consumatori più attenti (e critici)
L’effetto è chiaro: tre italiani su quattro dichiarano che questi aumenti, uniti alla riduzione delle quantità, influenzano le loro scelte al momento dell’acquisto.
Non è tanto l’aumento dei prezzi in sé a essere contestato, quanto la mancanza di trasparenza. Molti consumatori, infatti, dichiarano di preferire un rincaro esplicito piuttosto che una riduzione “silenziosa” delle quantità.
Un segnale che va oltre la Pasqua. Perché racconta un rapporto sempre più critico tra cittadini e mercato, in cui la percezione di correttezza e chiarezza diventa decisiva tanto quanto il prezzo finale.













