Medio Oriente, cieli blindati dopo l’attacco a Teheran

Spazi aerei chiusi, voli cancellati e rotte deviate: la crisi tra Usa, Israele e Iran paralizza i collegamenti tra Europa e Asia

Dopo l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, il Medio Oriente entra in una fase di altissima tensione anche nei cieli. Alla rappresaglia missilistica dei Pasdaran contro obiettivi americani nell’area del Golfo è seguita una reazione immediata sul fronte dell’aviazione civile: diversi Paesi e numerose compagnie hanno deciso di chiudere o evitare lo spazio aereo della regione.

La crisi militare si traduce così in una paralisi dei collegamenti aerei tra Europa, Medio Oriente e Asia, con un effetto domino su ritardi, cancellazioni e deviazioni di rotta.

Israele chiude lo spazio aereo

Israele ha disposto la cancellazione di tutti i voli civili e la chiusura del proprio spazio aereo. Una decisione che blocca i collegamenti da e per Tel Aviv e coinvolge molte compagnie internazionali che operano nello scalo.

Le compagnie sospendono i voli

Diverse compagnie europee e mediorientali hanno annunciato stop temporanei ai collegamenti verso le aree più sensibili.

La tedesca Lufthansa ha cancellato per il fine settimana i voli da e per Dubai, Tel Aviv, Beirut e Muscat. L’ungherese Wizz Air ha sospeso con effetto immediato, fino al 7 marzo, tutti i voli da e verso Israele, Dubai, Abu Dhabi e Amman.

Stop ai collegamenti per Tel Aviv anche da parte di KLM e Air France, che ha cancellato inoltre i voli verso Beirut. Oman Air ha sospeso i collegamenti verso Israele e Iran, mentre anche gli aerei in partenza dal Kuwait non voleranno più verso i due Paesi coinvolti.

Anche Emirates ha fermato i voli in partenza da Dubai nella giornata di oggi, contribuendo ad aggravare l’impatto sul traffico internazionale.

Rotte alternative e deviazioni

Il ministero dei Trasporti della Russia ha annunciato la predisposizione di rotte alternative per evitare gli spazi aerei iraniano e israeliano, con l’obiettivo di garantire la sicurezza dei voli diretti verso i Paesi del Golfo Persico.

L’evitamento o la chiusura di ampie porzioni di spazio aereo sta già provocando deviazioni verso corridoi più lunghi e congestionati, con inevitabili ritardi e costi aggiuntivi per le compagnie. Le conseguenze riguardano non solo i passeggeri, ma anche il trasporto merci, in un’area cruciale per le rotte intercontinentali.

La situazione resta in continua evoluzione e dipenderà dagli sviluppi del conflitto nelle prossime ore. L’attenzione rimane altissima, non solo sul fronte militare, ma anche su quello della sicurezza e della continuità dei collegamenti aerei internazionali.