Centrosinistra verso il 2027, ma pesa l’assenza dei 5 Stelle

Galimberti lancia il manifesto della coalizione più ampia, ma il mancato sì del Movimento 5 Stelle segnala nervosismi e possibili crepe nel campo progressista

Il centrosinistra varesino avvia il percorso verso le comunali del 2027, presenta il suo manifesto programmatico e fissa una scadenza: entro fine anno il candidato sindaco dovrà essere individuato. Ma nella serata dell’Informagiovani, accanto all’immagine di una coalizione larga e coesa rivendicata dal sindaco Davide Galimberti, a colpire è stata soprattutto un’assenza: quella del Movimento 5 Stelle.

Un’assenza tutt’altro che neutra. Perché se formalmente i pentastellati restano “alla finestra”, in attesa di capire l’evoluzione del percorso programmatico, politicamente il segnale appare meno rassicurante. Dietro la mancata adesione si intravedono nervosismi e qualche crepa in un campo progressista che, almeno finora, aveva fatto dell’unità uno dei suoi punti di forza.

Coalizione ampia, ma non compatta

Galimberti ha definito quella presentata «la coalizione più ampia di sempre» dei suoi due mandati. Al tavolo siedono dieci soggetti tra liste civiche e partiti, con l’ingresso di Azione e la conferma degli alleati storici.

Eppure proprio il vuoto lasciato dai 5 Stelle finisce per pesare sul messaggio politico. Perché in una fase in cui il centrosinistra prova a costruire per tempo il dopo-Galimberti, l’assenza di uno dei potenziali alleati manda un segnale opposto: non un campo largo già consolidato, ma un perimetro ancora da ricomporre.

Il sindaco ha provato a stemperare, parlando di documento aperto e di porte non chiuse. Ma il tema resta.

Il candidato entro fine anno, anche con primarie

Sul tavolo resta il nodo della successione. Entro dicembre dovrà emergere il nome che guiderà la coalizione, con primarie che non vengono escluse.

Ed è anche su questo terreno che l’assenza pentastellata può essere letta come sintomo di una partita ancora aperta. Perché se il metodo non è definito, è evidente che anche gli equilibri interni sono ancora in movimento.

Più che una semplice prudenza, qualcuno legge nel passo indietro dei 5 Stelle la volontà di non farsi inglobare troppo presto in un percorso ancora tutto da negoziare.

Dieci temi, ma il tema politico è uno

Sviluppo economico, giovani, ambiente, welfare, attrattività, partecipazione, cultura, rigenerazione urbana, sostenibilità e sicurezza sono i dieci pilastri del manifesto.

Ma, paradossalmente, il tema politico che ha dominato la serata è stato uno solo: la tenuta della coalizione.

Perché accanto alla narrazione di compattezza, affiora la sensazione che qualche frizione esista. E che l’assenza dei 5 Stelle non sia solo un dettaglio organizzativo, ma il segnale di un equilibrio ancora fragile.

Un cantiere aperto, con qualche crepa da sanare

Il centrosinistra parte in anticipo e prova a organizzare la corsa al 2027. Ma il cantiere, oltre che aperto, appare ancora da consolidare.

L’ingresso di nuove forze amplia il perimetro, ma non compensa del tutto il peso politico di un alleato che, almeno per ora, resta fuori dalla foto.

E in politica, spesso, sono proprio le assenze a raccontare di più delle presenze. Qui raccontano di un progetto che prova a mostrarsi largo e solido, ma che dovrà prima sanare qualche crepa se vorrà davvero presentarsi unito alla prossima sfida elettorale.