LAGO MAGGIORE – Le precipitazioni degli ultimi giorni hanno prodotto un primo significativo recupero delle riserve idriche del Verbano. Il Lago Maggiore ha superato lo zero idrometrico di Sesto Calende, raggiungendo una percentuale di riempimento del 50%.
Il dato è emerso durante la riunione dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, convocata giovedì 27 agosto e coordinata dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po. Le piogge cadute sul Nord Italia hanno aumentato la disponibilità d’acqua nei corsi d’acqua e nei grandi laghi regolati, riducendo almeno temporaneamente la pressione provocata dalla siccità.
Il Verbano recupera dopo settimane di magra
Il ritorno del Lago Maggiore sopra lo zero idrometrico rappresenta un cambiamento importante rispetto alle condizioni registrate nelle settimane precedenti, quando il livello del bacino era sceso sensibilmente a causa delle scarse precipitazioni e delle elevate richieste irrigue.
La percentuale di riempimento indica la quota del volume regolato disponibile e non significa che metà del lago sia priva d’acqua. Le piogge hanno comunque consentito di reintegrare una parte consistente delle riserve utilizzabili, migliorando la disponibilità idrica nella fase conclusiva della stagione irrigua.
Le temperature più basse hanno inoltre contribuito a ridurre la richiesta d’acqua da parte dell’agricoltura, alleggerendo ulteriormente la pressione sui bacini.
La siccità non è ancora superata
Il miglioramento non consente però di considerare conclusa l’emergenza. Il deficit idrico iniziato alla fine di giugno continua a pesare sul bilancio complessivo e, secondo l’Osservatorio, non è ancora possibile parlare di una definitiva inversione di tendenza.
Nel Distretto del Po la severità idrica rimane classificata come alta. Le portate erogate continuano inoltre a essere inferiori ai valori tipici del periodo, nonostante l’incremento registrato dopo il passaggio delle perturbazioni.
Il recupero del Lago Maggiore dovrà quindi essere confermato nelle prossime settimane attraverso precipitazioni più regolari e distribuite nel tempo.
Perché i temporali non risolvono il deficit idrico
Un elemento decisivo riguarda la natura delle precipitazioni. I temporali estivi possono scaricare in poche ore quantità molto elevate d’acqua, ma non sempre riescono a tradursi in una vera “pioggia utile”.
I terreni resi estremamente asciutti dalla siccità faticano infatti ad assorbire rapidamente l’acqua. Una parte consistente delle precipitazioni scorre quindi in superficie, raggiungendo fiumi e laghi e provocando aumenti improvvisi delle portate.
Questi fenomeni possono migliorare nell’immediato i livelli dei bacini, ma non garantiscono un recupero stabile e duraturo delle riserve idriche accumulate nel terreno. In alcuni casi il rapido ruscellamento può inoltre generare piene locali e nuove criticità idrogeologiche.
In risalita anche gli altri grandi laghi
Il recupero interessa anche gli altri principali bacini regolati dell’Italia settentrionale. Il Lago di Como ha raggiunto il 56,5% di riempimento e riesce nuovamente a rilasciare più di 60 metri cubi d’acqua al secondo.
Il Lago d’Iseo si trova al 45%, mentre il Garda ha raggiunto il 44,3% ed è risalito a 57 centimetri sopra lo zero idrometrico. Migliorano anche il Lago d’Idro, arrivato al 20,6%, e gli invasi dell’Alto Chiese.
Nuova verifica a metà settembre
Le previsioni indicano condizioni ancora inizialmente instabili, con la possibilità di precipitazioni intense soprattutto nei settori nord-occidentali del Distretto del Po.
Le prossime settimane permetteranno di capire se il recupero del Verbano riuscirà a consolidarsi oppure se, terminato l’effetto immediato delle piogge, torneranno a prevalere le conseguenze della prolungata siccità. Il prossimo aggiornamento dell’Osservatorio è previsto per il 15 settembre.













