Dimentica il Rolex ai controlli: coppia lo ruba, ma viene incastrata dalle telecamere

Il furto all’aeroporto di Malpensa, i ladri identificati e denunciati grazie alla collaborazione tra le polizie di frontiera di Milano e Brindisi

Hanno visto il Rolex abbandonato nella vaschetta ai controlli di sicurezza. E l’hanno preso. Ma la tentazione ha avuto vita breve: una coppia di italiani, 38 anni lui e 32 lei, è stata identificata e denunciata per furto aggravato in concorso dalla Polizia di Frontiera, grazie all’incrocio tra le immagini di videosorveglianza e i dati dei passeggeri in transito a Malpensa.

Il fatto risale a pochi giorni fa. Una viaggiatrice in partenza per Israele ha dimenticato il proprio orologio di pregio – un Rolex del valore di diverse migliaia di euro – all’interno della vaschetta porta oggetti, durante i controlli di sicurezza. Accortasi della dimenticanza troppo tardi, è tornata subito sui suoi passi, ma dell’orologio non c’era più traccia. Così, ha sporto denuncia per furto.

Gli agenti dell’Ufficio di Polizia di Frontiera di Malpensa si sono subito messi al lavoro e, visionando le immagini delle telecamere, hanno potuto osservare con chiarezza una scena inequivocabile: una coppia di passeggeri, notando l’orologio lasciato nella vaschetta, se ne impossessava con nonchalance, nascondendolo rapidamente.

Attraverso i dati dei passaporti e le informazioni di volo, i due sono stati identificati e localizzati a Brindisi, dove erano appena atterrati. La Polizia di Frontiera dello scalo pugliese li ha fermati immediatamente, conducendoli negli uffici per accertamenti. Di fronte agli agenti, l’uomo ha ammesso le proprie responsabilità e ha consegnato il Rolex.

Entrambi sono stati denunciati per furto aggravato in concorso, in quanto il reato è avvenuto all’interno di un esercizio pubblico e ha riguardato beni personali di viaggiatori. Dopo i rilievi foto-dattiloscopici, la Polizia ha proceduto con il deferimento alla Procura.

L’orologio, attualmente sotto sequestro, si trova negli uffici della Polizia di Frontiera di Brindisi, in attesa di essere restituito alla legittima proprietaria, che nella denuncia aveva sottolineato non solo il valore economico, ma anche quello affettivo dell’oggetto.