Casbeno celebra la Candelora: fede, tradizione e festa popolare alla Schiranetta

Dal rito delle candele alla benedizione delle gestanti, torna a Varese una delle ricorrenze più sentite, tra spiritualità, proverbio popolare e convivialità.

Torna a Casbeno, la storica castellanza di Varese, la festa della Candelora, una delle ricorrenze religiose più antiche e partecipate del territorio. Celebrata il 2 febbraio, quaranta giorni dopo il Natale, la Candelora prende il nome dalle candele benedette che vengono tradizionalmente portate in processione e racchiude un duplice significato: ricorda la presentazione di Gesù al Tempio di Gerusalemme e la purificazione rituale di Maria dopo il parto.

Accanto alla dimensione religiosa, la Candelora è anche un momento carico di valore simbolico e popolare, considerato da secoli una sorta di spartiacque tra inverno e primavera. Non a caso, anche a Casbeno è molto sentito il proverbio:
“Quando vien la Candelora de l’inverno semo fora, ma se piove o tira vento de l’inverno semo dentro”.
Secondo la tradizione, dunque, il bel tempo annuncerebbe l’arrivo della primavera, mentre pioggia e vento indicherebbero un inverno ancora lungo.

I riti al Santuario della Schiranetta

Cuore delle celebrazioni è come sempre il Santuario della Schiranetta, dove la Candelora viene vissuta con una ricchezza di riti e consuetudini locali. Lunedì 2 febbraio il programma si apre alle 14.45 con la processione da via Ciro Menotti 33, durante la quale si svolgerà la benedizione delle candele e dei tradizionali “Mentoni”, le caramelle alla menta simbolo della festa. A seguire, la Santa Messa in Santuario sarà celebrata dal prevosto di Varese, monsignor Gabriele Gioia.

Domenica 8 febbraio: fede e comunità

Il momento più intenso e partecipato sarà però domenica 8 febbraio. Dopo la Messa delle 11, presieduta da don Agostino Ferrario, e la preghiera mariana delle 14.15, alle 15 si terrà uno dei riti più suggestivi: la benedizione delle gestanti, guidata da monsignor Gioia. Una tradizione profondamente legata al significato originario della Candelora, che qui diventa gesto di preghiera e protezione per le donne in attesa, mantenendo vivo il legame tra fede e vita quotidiana.

Bancarelle, musica e cucina tipica

La domenica sarà anche una vera festa popolare. Dalle 10 del mattino il prato del Santuario ospiterà bancarelle di prodotti tipici locali, mentre a partire da mezzogiorno aprirà il banco gastronomico, con piatti anche da asporto: polenta e brüscitt, zola e salamelle, pasta e fagioli.

Nel pomeriggio, alle 15.30, spazio alla musica con Diana Ceriani e lo spettacolo dal titolo evocativo “Senza radiis se sta mia in pè”, perfettamente in sintonia con una festa che continua a tramandare radici e tradizioni antiche.

Il ricavato della manifestazione sarà destinato alle opere di manutenzione del Santuario. In caso di maltempo, il programma ricreativo potrebbe subire variazioni.