Quali condizioni servono perché la provincia di Varese possa crescere e affrontare le sfide dei prossimi anni? È da questa domanda che ha preso le mosse l’assemblea 2026 di Ance Varese, occasione di confronto tra il mondo delle costruzioni, gli esperti di economia e i rappresentanti delle istituzioni. Sul tavolo questioni che riguardano da vicino il futuro del territorio: disponibilità di abitazioni, aumento degli affitti, trasformazioni economiche e tempi necessari per realizzare nuovi interventi.
A tracciare la direzione è stato Massimo Colombo, presidente di Ance Varese, che ha richiamato l’importanza di riconoscere le difficoltà per poter individuare soluzioni efficaci. L’associazione, ha spiegato, non intende limitarsi alla tutela delle imprese, ma vuole contribuire attivamente allo sviluppo locale, mettendo a disposizione competenze e capacità di collaborazione. Un impegno che passa anche dalla promozione della legalità, della sicurezza e della formazione.
L’incontro, moderato dal giornalista Gianfranco Fabi, ha seguito un percorso dal contesto internazionale fino alle dinamiche del mercato varesino, mettendo in evidenza come le decisioni economiche globali e quelle amministrative locali possano incidere direttamente sulle prospettive del settore edilizio.
Inflazione e instabilità: il nuovo scenario per le imprese
A delineare il quadro economico internazionale sono stati Gabriele Pinosa e Martina Besana di Go-Spa, che hanno descritto un cambiamento di paradigma economico e finanziario. Dopo un lungo periodo caratterizzato da una relativa stabilità dei prezzi, l’inflazione è tornata a essere una variabile strutturale con cui imprese e investitori devono fare i conti.
Guerre, tensioni geopolitiche, interruzioni delle catene di approvvigionamento e competizione tra potenze contribuiscono ad aumentare l’incertezza. In questo contesto, ha osservato Pinosa, l’inflazione «si muove ad onde»: può accelerare rapidamente in seguito a uno shock e successivamente rallentare.
A titolo di esempio è stato richiamato il 2008, quando il prezzo del petrolio, dopo aver raggiunto livelli molto elevati, crollò nel giro di pochi mesi in seguito all’esplosione della crisi finanziaria.
Secondo l’analisi presentata durante l’assemblea, oggi l’Europa deve confrontarsi soprattutto con un’inflazione alimentata dai costi di produzione e dall’offerta, in particolare dalle materie prime e dalle tensioni geopolitiche. Uno scenario diverso da quello caratterizzato da una domanda sostenuta anche dai grandi programmi di stimolo agli investimenti.
Il rapporto tra debito e inflazione rappresenta un’altra variabile da considerare nelle strategie finanziarie. Per le imprese del settore edilizio, abituate a operare su investimenti di lungo periodo, comprendere queste dinamiche diventa essenziale per valutare costi, rischi e sostenibilità dei progetti.
In provincia di Varese ci sono 492mila abitazioni
Dal quadro internazionale si è passati al mercato immobiliare locale con Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, che ha presentato i dati relativi al patrimonio abitativo della provincia.
Nel territorio varesino si contano circa 492mila abitazioni a fronte di 395mila famiglie. Il 77% delle case risulta in proprietà, mentre il 17% è in affitto.
Numeri che, tuttavia, non possono essere interpretati come una semplice fotografia della disponibilità effettiva di alloggi. Un’abitazione non occupata, infatti, non è necessariamente una casa pronta per essere immessa sul mercato: incidono la localizzazione, la presenza di seconde case, le condizioni degli immobili e la loro eventuale disponibilità alla vendita o alla locazione.
Il mercato delle compravendite, intanto, è tornato su livelli vicini ai massimi del ciclo precedente. Nel 2025 in provincia di Varese sono state scambiate 14.371 abitazioni, di cui 1.344 nel capoluogo.
La distribuzione delle compravendite nei 136 Comuni della provincia evidenzia però situazioni molto diverse. Per questo, secondo il quadro illustrato dal Cresme, è necessario superare una lettura uniforme del mercato e considerare le specificità dei singoli territori.
Affitti in crescita e opere pubbliche in accelerazione
Uno dei temi più rilevanti emersi dall’analisi riguarda l’accessibilità alla casa. Secondo i dati presentati, dal 2019 gli affitti sono aumentati molto più dei prezzi di vendita, facendo crescere la pressione economica soprattutto sulle persone e sulle famiglie che non possiedono un’abitazione.
Una dinamica che rende il tema della casa centrale per le politiche territoriali e per la capacità della provincia di attrarre lavoratori, giovani e nuovi residenti.
Sul fronte delle opere pubbliche, invece, si registra una crescita significativa degli importi messi a gara: dai 219 milioni di euro del 2019 ai 670 milioni del 2025.
Un’accelerazione che evidenzia il peso degli investimenti infrastrutturali e la necessità di tradurre le risorse disponibili in interventi concreti, capaci di migliorare la qualità urbana e sostenere lo sviluppo economico.
Il vero ostacolo? I tempi per ottenere i permessi
La parte conclusiva dell’assemblea ha riunito istituzioni e imprese in una tavola rotonda dedicata alle prospettive del territorio. Al centro del confronto, la rigenerazione urbana, l’emergenza abitativa, le infrastrutture, gli investimenti e la capacità attrattiva di una provincia collocata tra Milano, la Svizzera e gli altri poli economici lombardi.
Tra gli interventi, quello di Marco Uboldi, costruttore di Caronno Pertusella, ha riportato l’attenzione su un aspetto decisivo per chi investe nel settore edilizio: il tempo necessario per trasformare un progetto in un cantiere.
«Il tempo è la variabile fondamentale che definisce una cosa di successo o no», ha osservato Uboldi.
Da qui la provocazione rivolta al sistema amministrativo: per un’impresa potrebbe essere persino preferibile rinunciare a una parte delle volumetrie o sostenere oneri maggiori, pur di ottenere una riduzione significativa dei tempi burocratici. La proposta è arrivare a dimezzare i tempi di approvazione di un permesso di costruire.
Un messaggio che mette in evidenza una delle principali richieste del settore: procedure più rapide e prevedibili, capaci di dare certezze agli investitori e rendere più efficaci gli interventi di trasformazione urbana.
La speranza passa dalla capacità di fare sistema
L’assemblea di Ance Varese ha messo in fila questioni diverse ma strettamente collegate: l’instabilità economica internazionale, un mercato immobiliare articolato, il costo crescente degli affitti e la necessità di accelerare gli investimenti.
La prospettiva indicata da Colombo non è quella di un ottimismo senza condizioni, ma di una fiducia fondata sulla consapevolezza dei problemi e sulla capacità di affrontarli insieme.
Per il futuro della provincia, la sfida sarà trasformare le opportunità in risultati concreti, facendo dialogare imprese e istituzioni e intervenendo sugli ostacoli che rallentano lo sviluppo. A partire da una variabile che, per chi costruisce, può fare la differenza tra un progetto realizzato e uno che resta sulla carta: il tempo.













