FAGNANO OLONA – Le note di “Grande amore” de Il Volo e di “Se tornerai” di Max Pezzali, lo striscione degli amici, i fumogeni e i palloncini bianchi e azzurri liberati nel cielo. Fagnano Olona si è stretta attorno alla famiglia di Simone Brun, morto il 29 luglio mentre si trovava in vacanza a Creta con gli amici.
Un ultimo saluto carico di affetto e dolore, al quale ha partecipato un’intera comunità. La chiesa di San Gaudenzio si è rivelata troppo piccola per accogliere tutte le persone presenti, moltissime delle quali giovanissime.
Le fotografie e l’ingresso del feretro
All’entrata della chiesa gli amici si sono raccolti davanti alle fotografie che li ritraevano insieme a Simone. Poi hanno accompagnato l’ingresso del feretro, coperto di fiori bianchi e arancioni e preceduto dall’immagine sorridente del ragazzo.
La comunità fagnanese, che nei giorni successivi alla tragedia si era mobilitata per contribuire alle spese necessarie al rientro della salma e per sostenere psicologicamente familiari e amici, si è riunita attorno alla madre Gabriella, al padre Paolo e alle sorelle Giulia e Sofia.
Presente anche il sindaco Marco Baroffio, insieme alle tante persone che avevano conosciuto Simone nell’oratorio, dove svolgeva il ruolo di educatore.
L’omelia: «Ha saputo toccare il cuore di tutti»
La pagina del Vangelo scelta per la celebrazione è stata quella della pesca miracolosa sul lago di Tiberiade. Nell’omelia il parroco don Simone Chiarion è partito proprio dall’immagine della riva del mare, divenuta per tutti il luogo del dolore.
Il sacerdote ha ricordato però che, nel racconto evangelico, quella spiaggia non rappresenta la fine: diventa il luogo di un nuovo incontro e di una nuova chiamata. Guardando la chiesa e il sagrato gremiti, don Chiarion ha sottolineato come fosse davanti agli occhi di tutti la risposta alla domanda su chi avesse amato Simone e da chi fosse stato amato.
«Con il tuo modo semplice, simpatico e trasparente hai saputo toccare il cuore di tutti», ha ricordato il parroco, rivolgendosi idealmente al giovane e citando la famiglia, i nonni, gli amici, la fidanzata Sara, gli educatori e l’intera comunità dell’oratorio.
Al termine della funzione, concelebrata con altri sacerdoti, don Chiarion ha ringraziato tutti per la vicinanza dimostrata alla famiglia.
La sorella Giulia: «Non sprecate il tempo»
Sul piazzale sono poi arrivate le parole dei familiari e degli amici. La sorella Giulia, parlando anche a nome dei genitori e di Sofia, ha ricordato quanto la mancanza di Simone appaia impossibile da colmare, ma anche la grande solidarietà incontrata nei giorni più difficili.
Dal suo messaggio è nato soprattutto un appello rivolto ai ragazzi: non sprecare il tempo, non rimandare un abbraccio o una carezza e non consumare le proprie giornate dietro questioni prive di importanza.
«Tornate a casa e date a mamma e papà quei baci che avete la fortuna di poter dare», è stato l’invito. La famiglia ha poi chiesto agli amici di Simone di continuare a frequentare la loro casa e il muretto dove erano soliti ritrovarsi: «La nostra è la casa di tutti e vogliamo che continui a esserlo».
Particolarmente intenso anche il messaggio della fidanzata Sara, composto di ricordi e della tenerezza di un amore vissuto a vent’anni. Un’insegnante ha infine raccolto le parole dei compagni, che hanno descritto Simone come un ragazzo sincero, rispettoso e privo di pregiudizi.
Poi i palloncini bianchi e azzurri si sono alzati sopra Fagnano Olona, mentre lo striscione degli amici affidava a poche parole il sentimento di tutti: «Simo per sempre con noi».












