CRANS-MONTANA – Nell’inchiesta sulla strage di Capodanno a Crans-Montana, in cui hanno perso la vita 41 persone e altre 115 sono rimaste ferite, il numero degli indagati sale a quattordici. L’ultimo nome è quello di Jean-Stéphane Rey, funzionario dell’ufficio tecnico del Comune di Chermignon.
L’uomo è stato ascoltato a Sion inizialmente come testimone. Nel corso dell’interrogatorio ha dichiarato di essersi occupato solo delle autorizzazioni relative alla veranda del discobar Constellation e di non aver effettuato controlli nel piano seminterrato dopo la ristrutturazione del 2015.
Secondo quanto emerso, la polizia di Sion ha contestato alcune e-mail che avrebbero evidenziato elementi differenti. Nei documenti si farebbe riferimento anche a verifiche nei locali sotterranei e a richieste di documentazione inviate alla titolare del locale, Jessica Moretti, rimaste senza riscontro.
Nonostante ciò, l’attività del locale era stata autorizzata. A seguito delle contestazioni, l’interrogatorio è stato interrotto e Rey è stato iscritto nel registro degli indagati. Successivamente si è avvalso della facoltà di non rispondere.













