Il mistero che per decenni ha alimentato il mito della street art contemporanea potrebbe essere vicino a una soluzione. Un’inchiesta condotta dall’agenzia internazionale Reuters sostiene infatti di aver identificato l’uomo che si nasconderebbe dietro lo pseudonimo di Banksy.
Secondo l’indagine, il celebre artista sarebbe Robin Gunningham, graffitista nato nel 1973 a Bristol, che in seguito avrebbe utilizzato anche il nome di David Jones. L’ipotesi, circolata già negli anni scorsi, è stata rafforzata da un nuovo lavoro di giornalismo investigativo che ha incrociato testimonianze, analisi video e ricostruzioni degli spostamenti dell’artista.
L’indagine partita dalle opere in Ucraina
Il punto di partenza dell’inchiesta sono state alcune opere realizzate in Ucraina alla fine del 2022. I murales erano stati successivamente attribuiti allo stesso Banksy attraverso il suo profilo Instagram ufficiale.
Analizzando immagini, luoghi e tempistiche delle apparizioni delle opere, i giornalisti avrebbero ricostruito una serie di elementi che riconducono proprio a Gunningham. Le conclusioni dell’indagine confermerebbero così i sospetti già avanzati anni fa dal tabloid britannico Daily Mail.
Un mistero lungo decenni
Fin dalla comparsa delle prime opere negli anni Novanta, l’identità di Banksy è rimasta uno dei più grandi enigmi dell’arte contemporanea. I suoi murales, spesso caratterizzati da messaggi politici e sociali, sono apparsi in numerose città del mondo, contribuendo a rendere l’artista una figura iconica della cultura urbana.
Nonostante le nuove rivelazioni, non esiste ancora una conferma ufficiale sull’identità dello street artist, che continua a mantenere un rigoroso anonimato. Proprio questo alone di mistero ha contribuito nel tempo ad accrescere il fascino e il valore delle sue opere.












