I ritardi della sanità pubblica, in cinquecento da Varese alla protesta di Milano

Stefania Filetti, segretaria CGIL Varese, e Francesco Bazzana hanno richiamato l’attenzione sul ruolo del sistema pubblico (foto d'archivio)

VARESE – Presidio partecipato nel pomeriggio di sabato 11 aprile a Milano, dove una delegazione di circa cinquecento persone provenienti dalla provincia di Varese ha preso parte alla manifestazione davanti a Palazzo Lombardia. Al centro, il tema del diritto alla salute e le criticità del Servizio sanitario nazionale.

L’iniziativa, sostenuta da CGIL e ACLI varesine, ha riunito cittadini e operatori del settore. Da un lato le difficoltà degli utenti, alle prese con tempi d’attesa lunghi; dall’altro le condizioni di lavoro nel comparto sanitario.

Filippo Cardaci, presidente delle ACLI provinciali, ha riportato le segnalazioni raccolte dagli sportelli: visite fissate a distanza di mesi o anni e una crescente rassegnazione tra i pazienti. Giacomo Licata, segretario dello SPI CGIL Varese, ha ricordato i dati sui pensionati e il fenomeno di chi rinuncia alle cure.

Sul fronte occupazionale, Davide Farano (FP CGIL) ha evidenziato il mancato adeguamento dei contratti rispetto all’inflazione e il ricorso alle prestazioni aggiuntive. Una situazione che, secondo i sindacati, favorisce il passaggio verso il privato o la libera professione.

Critiche anche sul piano politico. Stefania Filetti, segretaria CGIL Varese, e Francesco Bazzana hanno richiamato l’attenzione sul ruolo del sistema pubblico. Il confronto proseguirà il 16 aprile a Varese con un incontro sul futuro del servizio sanitario nazionale.