Finto carabiniere truffa due coniugi di 86 anni: ventenne arrestato con i gioielli

Finto carabiniere truffa due coniugi di 86 anni: ventenne arrestato con i gioielli
Il giovane è stato bloccato dai militari mentre riceveva collane, bracciali, anelli e orologi dalle vittime. Recuperato tutto il bottino e sequestrati tre telefoni cellulari.

GAZZADA SCHIANNO – Prima la telefonata del sedicente maresciallo, poi la richiesta di raccogliere tutti i gioielli custoditi in casa. La truffa del finto carabiniere ai danni di due coniugi di 86 anni è stata però interrotta dall’intervento dei veri militari dell’Arma.

Nel primo pomeriggio di venerdì 6 novembre, un uomo ha telefonato nell’abitazione della coppia di Gazzada Schianno presentandosi come appartenente ai Carabinieri. Per rendere credibile il racconto ha sostenuto che, durante una rapina, fosse stato ritrovato un documento d’identità intestato alla donna.

Il falso maresciallo ha quindi convinto i coniugi che fosse necessario controllare i loro beni per escludere qualsiasi collegamento con il presunto reato. Li ha invitati a raccogliere con urgenza tutto l’oro presente nell’abitazione, annunciando l’arrivo di un fantomatico “funzionario del tribunale” incaricato di ritirarlo.

Il complice si presenta alla porta

Poco dopo, un giovane di vent’anni si è presentato a casa degli anziani. Le vittime gli hanno consegnato un canovaccio contenente collane, bracciali, anelli e orologi d’oro, convinte di collaborare con le istituzioni.

Proprio durante la consegna sono intervenuti i militari della Sezione Radiomobile del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Varese, che hanno bloccato il ragazzo prima che potesse allontanarsi.

L’intero bottino è stato recuperato e immediatamente restituito ai due coniugi.

Tre telefoni sotto sequestro

Nel corso degli accertamenti i Carabinieri hanno trovato nella disponibilità del ventenne tre telefoni cellulari, posti sotto sequestro. I dispositivi saranno analizzati per ricostruire i contatti del giovane e verificare eventuali collegamenti con altre truffe commesse con modalità analoghe.

Al termine delle formalità, il ragazzo è stato arrestato in flagranza con l’accusa di truffa e trasferito nella casa circondariale di Varese, in attesa del giudizio direttissimo. La sua responsabilità dovrà essere accertata nelle successive fasi del procedimento.

L’avvertimento dei Carabinieri

L’Arma ricorda che nessuna forza dell’ordine, tribunale o altra istituzione chiede la consegna a domicilio di denaro, gioielli o altri beni per controlli, verifiche o cauzioni.

Di fronte a telefonate di questo genere è importante interrompere la conversazione, non aprire la porta e chiamare direttamente il 112, evitando di utilizzare eventuali numeri forniti dagli stessi interlocutori. È consigliabile inoltre avvisare immediatamente un familiare o una persona di fiducia.

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