Malpensa, code infinite ai controlli passaporti: il problema resta aperto

Nuovi video e testimonianze confermano le difficoltà agli arrivi. La carenza di personale pesa ancora, mentre l’orizzonte olimpico si avvicina.

Le lunghe code ai controlli passaporti all’arrivo all’aeroporto di Milano Malpensa non sono un ricordo dell’estate scorsa, ma una realtà che continua a ripresentarsi. A confermarlo sono i racconti e i filmati condivisi sui social da viaggiatori italiani e stranieri: l’ultimo risale alla mattina di mercoledì 14 gennaio, con immagini di una fila imponente, formata dall’accumulo di passeggeri provenienti da più voli intercontinentali atterrati a breve distanza l’uno dall’altro.

Il nodo dei controlli non riguarda in modo diretto il gestore aeroportuale, ma dipende quasi interamente dall’attività della Polizia di Frontiera, quindi dal Ministero dell’Interno. È qui che si concentra la criticità strutturale: la carenza di personale, chiamato non solo a smaltire grandi volumi di passeggeri, ma anche a rispettare procedure di sicurezza sempre più complesse, legate ai controlli internazionali, ai soggetti ricercati e alle potenziali minacce all’ordine pubblico.

È vero che esistono momenti di maggiore afflusso e altri più gestibili, ma il quadro complessivo mostra come la questione sollevata nei mesi estivi non sia stata ancora risolta. Nonostante le rassicurazioni arrivate dalla politica, anche a livello nazionale, e l’annuncio di interventi previsti “entro gennaio”, la situazione sul campo continua a essere problematica.

All’inizio di dicembre, dopo un incontro a Roma tra Regione Lombardia e Governo, era stato assunto l’impegno di rafforzare gli organici della Polizia di Frontiera negli scali lombardi, con nuovi agenti destinati a Malpensa, Linate e Orio al Serio. Un potenziamento ritenuto indispensabile soprattutto per Malpensa, che concentra la quasi totalità dei voli intercontinentali. L’orizzonte temporale indicato era “entro gennaio”, termine che formalmente potrebbe arrivare fino alla fine del mese.

Il fattore tempo, però, pesa. A inizio febbraio scatteranno le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, con l’arrivo anticipato di delegazioni, atleti e staff già nella settimana precedente l’apertura ufficiale dei Giochi. Un contesto che rischia di mettere ulteriormente sotto pressione un sistema che, a oggi, mostra ancora evidenti segnali di affanno.

Nel frattempo continua a circolare anche il video, diventato virale, di un cittadino italo-giapponese che documenta il disagio vissuto il 12 gennaio, riaccendendo l’attenzione su un problema che, per passeggeri e operatori, resta tutt’altro che superato.