VARESE- Il problema non è soltanto assumere nuovi infermieri. La vera sfida è convincerli a restare. È questo il punto da cui parte l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Varese, che chiede a Regione, Governo e istituzioni di trasformare gli annunci in misure concrete, finanziate e con tempi di attuazione definiti.
A pesare sul territorio c’è anche la vicinanza con la Svizzera, che rende più difficile trattenere professionisti qualificati. Per il presidente di OPI Varese, Salvatore Santo, l’indennità di confine è una priorità: «Occorre chiarire quali risorse saranno disponibili, chi potrà beneficiarne, con quali criteri e soprattutto quando la misura potrà diventare effettivamente operativa».
Ma lo stipendio non basta. «Trattenere gli infermieri significa anche migliorare le condizioni complessive di vita e di lavoro», sottolinea Santo. L’Ordine indica quindi sostegni agli affitti, agevolazioni per trasporti e parcheggi, servizi per l’infanzia compatibili con i turni e strumenti per conciliare lavoro e famiglia.
Sul fronte della carenza di personale, OPI Varese considera insufficienti i soli concorsi. «Dobbiamo intervenire sull’intero percorso: sostenere e rendere attrattivi i corsi di laurea, ridurre i costi universitari per gli studenti, prevenire gli abbandoni e soprattutto creare le condizioni perché, una volta formati, i professionisti scelgano di rimanere nel nostro sistema sanitario».
C’è poi la questione della crescita professionale. Gli infermieri hanno assunto responsabilità sempre maggiori nell’assistenza territoriale, nella gestione delle cronicità e nell’Infermieristica di Famiglia e Comunità. «Non possiamo chiedere agli infermieri più competenze e più responsabilità senza riconoscere parallelamente un reale sviluppo professionale ed economico».
L’Ordine chiede ora risposte su formazione, welfare, alloggi, valorizzazione economica e indennità di confine. «Il passaggio decisivo è quello della concretezza», conclude Santo. «Non stiamo parlando soltanto della tutela di una categoria, ma della capacità del nostro sistema sanitario di continuare a garantire assistenza di qualità».













