Caso Nachat, la difesa insiste: «Fu una tragedia imprevedibile». In aula spunta anche la chat “Mao Hunting”

Caso Nachat, la difesa insiste: «Fu una tragedia imprevedibile». In aula spunta anche la chat “Mao Hunting”
La consulenza balistica punta il dito contro le cartucce "less than lethal". La parte civile richiama una conversazione WhatsApp attribuita ad alcuni militari, ma la difesa: «Vicenda estranea al processo»

Si è concentrata soprattutto sugli aspetti tecnici della balistica l’udienza di oggi del processo per la morte di Rachid Nachat, il 34enne marocchino deceduto il 10 febbraio 2023 durante un servizio antidroga nei boschi delle Cascate della Froda, a Castelveccana.

Per oltre tre ore il consulente della difesa Ruggero Pettinelli ha illustrato le proprie conclusioni, sostenendo la tesi dell’imprevedibilità dell’evento mortale, che secondo gli avvocati dell’ex maresciallo sarebbe stata determinata dalle anomalie del munizionamento utilizzato.

La tesi della difesa: “Cartuccia difettosa”

Secondo la ricostruzione della difesa, le cartucce cosiddette “less than lethal” avrebbero sviluppato una velocità ben superiore a quella prevedibile, rendendo impossibile immaginare un esito mortale.

«Il nostro consulente, uno dei massimi esperti del settore, ha dimostrato sulla base delle prove eseguite che il tragico evento è stato determinato esclusivamente dalle anomalie di quel tipo di cartuccia», ha dichiarato l’avvocato Lucio Lucia.

Sempre secondo la difesa, il produttore non avrebbe fornito alcuna indicazione sui possibili rischi derivanti dall’impiego di quel munizionamento.

La chat “Mao Hunting”

A margine dell’udienza, la parte civile ha invece portato all’attenzione dell’aula l’esistenza di una chat WhatsApp denominata “Mao Hunting”, nella quale, secondo l’avvocato Marco Romagnoli, alcuni carabinieri avrebbero utilizzato espressioni particolarmente violente nei confronti degli spacciatori presenti nei boschi.

Per il legale della famiglia Nachat, quei messaggi contribuirebbero a delineare il contesto nel quale maturò la vicenda.

La replica: “Tema non pertinente”

La difesa ha però respinto con decisione il collegamento tra quella conversazione e il procedimento in corso.

L’avvocato Luca Marsico ha spiegato che la questione verrà affrontata nelle sedi processuali opportune, mentre il collega Lucio Lucia ha parlato di «un tentativo di spostare l’attenzione proprio nel giorno in cui la consulenza balistica mette in discussione l’impianto accusatorio».

Secondo la difesa, la chat conterrebbe centinaia di messaggi, molti dei quali riguardanti l’attività operativa dei militari, e alcune frasi, estrapolate dal loro contesto, non sarebbero sufficienti per trarne conclusioni.

Il processo prosegue

Il procedimento, celebrato con rito abbreviato condizionato, vede imputato l’ex maresciallo con le accuse di omicidio e falso, mentre un luogotenente dell’Arma risponde di depistaggio e favoreggiamento.

Sarà il prosieguo del dibattimento a stabilire quale valore probatorio potranno assumere sia gli elementi tecnici emersi dalla consulenza balistica sia la documentazione richiamata dalla parte civile.

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