Blitz al confine: smantellata organizzazione che nascondeva migranti nelle case di Lavena Ponte Tresa

Otto arresti in un’operazione coordinata tra autorità italiane e svizzere. I migranti venivano nascosti a Lavena Ponte Tresa e accompagnati a piedi oltreconfine.

Un sistema organizzato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sarebbe stato attivo per mesi nella zona di confine tra Italia e Svizzera, con base principale a Lavena Ponte Tresa. È quanto emerge da un’operazione internazionale che ha portato all’esecuzione di otto misure cautelari nei confronti di presunti appartenenti a una rete di trafficanti.

L’indagine è stata coordinata tra la Procura di Milano e il Ministero Pubblico della Confederazione Elvetica, con il supporto di Eurojust, della Polizia di Stato di Varese e delle autorità svizzere.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’organizzazione avrebbe gestito il trasferimento di cittadini di origine turca lungo la rotta balcanica, con l’obiettivo finale di farli proseguire verso altri Paesi europei, tra cui Germania, Francia, Norvegia e Regno Unito.

Il sistema si sarebbe basato su una rete logistica strutturata: i migranti, una volta arrivati in Italia, venivano accompagnati fino alla zona di confine e poi nascosti in appartamenti utilizzati come “safe house”, situati soprattutto nei pressi del valico di Ponte Tresa.

Le abitazioni venivano impiegate come punti di appoggio temporanei in attesa del passaggio oltreconfine, spesso effettuato a piedi attraverso aree secondarie o poco controllate.

Il costo del viaggio, secondo gli inquirenti, sarebbe stato compreso tra i 6mila e i 7mila euro a persona, cifra che avrebbe garantito assistenza lungo l’intera tratta e il coordinamento degli spostamenti.

Al centro dell’organizzazione, sul territorio italiano, sarebbe stato individuato un cittadino turco ritenuto figura di riferimento del gruppo, incaricato di coordinare arrivi, alloggi e attraversamenti del confine.

L’inchiesta descrive un sistema stabile e transnazionale, capace di operare in più Paesi e di mantenere una filiera logistica continua per il trasferimento dei migranti irregolari lungo le rotte europee.