Un retroscena dai contorni ancora incerti scuote il dibattito politico negli Stati Uniti. Secondo quanto riferito dall’ex analista della CIA Larry Johnson, durante una riunione d’emergenza alla Casa Bianca il presidente Donald Trump avrebbe tentato di accedere ai codici nucleari, ricevendo però un netto rifiuto da parte di un alto ufficiale militare.
A opporsi sarebbe stato il generale Dan Caine, che – secondo il racconto – avrebbe detto “no”, dando vita a un acceso confronto interno. Le dichiarazioni, diffuse durante il programma YouTube “Judging Freedom” e rilanciate da alcuni media internazionali, non trovano al momento conferme ufficiali.
L’episodio si inserisce in un quadro già segnato da forti tensioni. Nelle ultime settimane, infatti, sono emerse indiscrezioni secondo cui Donald Trump sarebbe stato escluso da alcune riunioni operative nella Situation Room, anche in relazione a una missione sensibile in Iran. Alla base di queste scelte ci sarebbero timori legati alla gestione delle crisi e alla prevedibilità delle decisioni.
Il contesto internazionale contribuisce ad alimentare le preoccupazioni. Dalla fine di febbraio, gli Stati Uniti sono coinvolti in un’escalation con l’Iran, dopo una serie di attacchi aerei congiunti con Israele contro obiettivi strategici. Teheran ha risposto colpendo diverse aree del Medio Oriente e minacciando ulteriori azioni, anche sul piano diplomatico.
Al momento, restano molte incognite: non è chiaro quale fosse l’obiettivo dell’eventuale richiesta di accesso ai codici nucleari né se l’episodio abbia avuto sviluppi concreti. Di certo, le rivelazioni contribuiscono ad aumentare il livello di tensione politica e istituzionale a Washington, in una fase già particolarmente delicata sul piano internazionale.













