BUSTO ARSIZIO – Formalmente si parla della rigenerazione dell’area delle Ferrovie Nord, di piazza dei Bersaglieri, del nuovo ospedale e del futuro dell’Istituto Tosi. Politicamente, però, il messaggio più significativo contenuto nella nota di Emanuele Monti è un altro: la Lega deve guidare Busto Arsizio dopo Emanuele Antonelli.
Una rivendicazione netta, pronunciata nel pieno della fase in cui il centrodestra sta iniziando a posizionarsi in vista delle prossime elezioni amministrative. E che assume un significato ancora più ampio alla luce delle indiscrezioni circolate nelle ultime settimane sulla possibile candidatura dello stesso Monti a sindaco di Varese.
Il nome del consigliere regionale sarebbe stato indicato dal ministro Giancarlo Giorgetti come possibile soluzione forte per tentare la riconquista di Palazzo Estense. Monti, però, sceglie ora di concentrare il proprio intervento politico su Busto Arsizio, chiedendo apertamente che il prossimo sindaco sia espressione della Lega.
Un modo elegante, ma piuttosto chiaro, per chiamarsi fuori dalla partita varesina.
La rivendicazione del candidato leghista
«Per questo la Lega dovrà continuare a essere protagonista anche nella prossima amministrazione comunale», afferma Monti al termine della lunga nota dedicata alle trasformazioni urbanistiche della città.
Il passaggio non appare casuale. Il consigliere regionale non si limita a rivendicare il contributo del Carroccio all’attuale amministrazione, ma lega esplicitamente il completamento delle grandi opere alla continuità politica della Lega alla guida di Busto.
«Non si tratta di rivendicare quanto è stato fatto – aggiunge – ma di garantire continuità a un progetto che oggi entra nella sua fase decisiva. Busto Arsizio ha bisogno di un’amministrazione capace di completare le grandi opere avviate e di continuare a costruire il futuro della città con la concretezza che ha contraddistinto questi anni».
Tradotto dal linguaggio istituzionale: il candidato sindaco spetta alla Lega.
Una presa di posizione destinata a incidere sulle trattative interne al centrodestra, dove Fratelli d’Italia, forte del peso elettorale nazionale, potrebbe avanzare proprie pretese sulla successione ad Antonelli.
Busto come risposta a Giorgetti
Ma la dichiarazione di Monti parla anche a Varese.
L’ipotesi di una sua candidatura nel capoluogo aveva ricevuto una sponsorizzazione di particolare rilievo, quella di Giancarlo Giorgetti. Una proposta difficile da respingere frontalmente, soprattutto per un esponente della Lega.
Monti sembra aver trovato una via politica meno traumatica: non dire apertamente di no a Varese, ma assumere un “impegno incompatibile con quella candidatura”, diventando uno dei principali sostenitori della battaglia per portare Busto Arsizio sotto la guida leghista.
Se la priorità è ottenere il sindaco di Busto per la Lega, il consigliere regionale difficilmente potrebbe contemporaneamente proporsi come candidato sindaco a Varese.
La sua nota può dunque essere letta come una risposta indiretta all’offerta di Giorgetti: autorevole, rispettosa, ma sostanzialmente negativa.
Il modello amministrativo rivendicato
Monti costruisce il ragionamento partendo dal sopralluogo promosso dall’europarlamentare Isabella Tovaglieri ai cantieri della stazione di Busto Nord e di piazza dei Bersaglieri.
«La rigenerazione urbana di quest’area, resa possibile grazie alla collaborazione tra Comune, Regione Lombardia, FNM e Governo, testimonia il valore aggiunto del buon governo della Lega», sottolinea.
Il consigliere regionale insiste sulla capacità degli amministratori leghisti di lavorare in rete tra i diversi livelli istituzionali e presenta gli interventi in corso come il risultato di una precisa continuità politica.
Non solo la riqualificazione della stazione e delle piazze circostanti, ma anche il nuovo ospedale di Busto Arsizio e Gallarate e la possibile trasformazione dell’attuale area ospedaliera, con l’ipotesi di trasferirvi l’Istituto Tecnico Economico Enrico Tosi.
«Le grandi trasformazioni non nascono per caso – rimarca Monti – sono il frutto di anni di lavoro, di capacità amministrativa e della credibilità costruita dalla Lega».
Una mossa su due tavoli
La nota, dunque, si muove contemporaneamente su due tavoli.
Sul primo, Monti apre ufficialmente la battaglia per la candidatura leghista a Busto Arsizio, facendo leva sugli undici anni di amministrazione Antonelli e sulle opere ancora da completare.
Sul secondo, ridimensiona concretamente l’ipotesi di un suo trasferimento politico a Varese.
Non una rinuncia esplicita, almeno per ora. Ma una scelta di campo difficilmente equivocabile: Monti si schiera per mantenere Busto alla Lega e, così facendo, si allontana dalla corsa per Palazzo Estense, lasciando di fatto campo libero a uno tra Luca Marsico e Raffaele Cattaneo.
La partita delle candidature è appena cominciata. Il consigliere regionale, però, sembra avere già indicato quella che non intende giocare.













