A Busto Arsizio prende forma il futuro dell’area dell’attuale ospedale cittadino in vista della realizzazione del nuovo Grande Ospedale della Malpensa. Tra le ipotesi sul tavolo c’è anche la creazione di un convitto per infermieri nel padiglione Bizzozzero, l’unico edificio che l’Asst Valle Olona intende mantenere operativo nel vecchio sedime una volta completato il trasferimento delle funzioni sanitarie.
A rivelarlo è stata la direttrice generale dell’azienda sanitaria, Daniela Bianchi, durante la commissione servizi sociali e sanità del Comune, rispondendo a una domanda del consigliere comunale di Fratelli d’Italia Orazio Tallarida.
L’Accordo di Programma entra nel vivo
La seduta della commissione era dedicata principalmente al tema delle Case di Comunità, ma il dibattito si è spostato anche sulla futura riconversione dell’attuale ospedale di Busto Arsizio, destinato a essere dismesso nel 2031 quando entrerà in funzione il nuovo ospedale in costruzione nel quartiere Beata Giuliana.
Secondo quanto spiegato dalla direttrice generale, è in fase di definizione la segreteria tecnica dell’Accordo di Programma che dovrà guidare il processo di riconversione dell’area. Il tavolo servirà a individuare i servizi socio-territoriali che resteranno nell’attuale sedime, mentre tutte le funzioni ospedaliere verranno trasferite nel nuovo complesso sanitario.
Il Bizzozzero resterà attivo
La strategia dell’Asst Valle Olona prevede di mantenere in attività il padiglione Bizzozzero, che presenta caratteristiche logistiche favorevoli grazie a una viabilità separata e a un accesso autonomo su viale Stelvio.
Tra le funzioni che potrebbero trovare spazio nell’edificio figura anche un convitto per infermieri. L’obiettivo sarebbe quello di offrire una soluzione abitativa a operatori sanitari e professionisti del settore, contribuendo a rendere più attrattivo il nuovo ospedale in un contesto in cui il personale infermieristico è sempre più richiesto.
Nel padiglione potrebbero inoltre essere concentrati diversi servizi sociosanitari, tra cui quelli dell’area della salute mentale – come neuropsichiatria infantile, centro psico-sociale, servizi per le dipendenze e comunità riabilitativa – oltre a funzioni legate all’integrazione sociosanitaria, con la presenza di uffici di ATS Insubria, AVIS e associazioni del Terzo settore.
Tra i servizi ipotizzati anche quelli di medicina legale, come la commissione invalidi e la commissione patenti, oltre a spazi di magazzino.
Il futuro degli altri padiglioni
Diverso invece il destino del resto del complesso ospedaliero. È ormai tramontata l’ipotesi – avanzata anni fa nel metaprogetto elaborato durante la gestione Porfido – di mantenere l’area direzionale nell’ala storica di piazzale Solaro. Gli uffici della direzione generale verranno infatti trasferiti nel nuovo ospedale.
Resta quindi da definire il futuro dei numerosi padiglioni che saranno progressivamente svuotati. Alcuni edifici sono vincolati dalla Soprintendenza, mentre altri risultano ristrutturati e a norma, quindi potenzialmente riutilizzabili.
Tra le idee emerse negli ultimi anni si va dall’ipotesi di un campus universitario alla creazione di una grande area verde centrale. La sfida sarà ora trasformare queste prospettive in progetti concreti, evitando il rischio che l’area possa restare inutilizzata dopo la dismissione dell’ospedale.













