Una giovane vita salvata a Varese: quando eccellenza medica e supporto emotivo si incontrano

Il delicato intervento su un ragazzo di 13 anni e il ruolo fondamentale dell’accoglienza e del supporto emotivo nell’eccellenza pediatrica varesina

Ha suscitato grande attenzione a Varese la vicenda del ragazzo campano di 13 anni ricoverato d’urgenza nelle strutture pediatriche varesine. Il giovane presentava un tumore vascolare invasivo, che interessava le fosse nasali e si estendeva all’orbita, alla fossa infra-temporale e alla fossa cranica anteriore e media, caratterizzato da una crescita rapida e che metteva seriamente a rischio la sua vita.

Dopo un’angiografia urgente al Del Ponte, effettuata dal team di Neuroradiologia, il ragazzo è stato sottoposto a un intervento chirurgico complesso presso il Circolo, eseguito dall’equipe di Otorinolaringoiatria diretta dal professor Maurizio Bignami, riconosciuta come eccellenza italiana nella chirurgia pediatric.

La forza dell’accoglienza e del sostegno umano

A raccontare quei momenti concitati è Emanuela Crivellaro, anima e cuore dell’associazione Il Ponte del Sorriso, che ha assistito la mamma del ragazzo. La sua testimonianza evidenzia come, accanto all’eccellenza medica, il sostegno emotivo e l’accoglienza dei volontari possano fare una differenza fondamentale nella gestione di situazioni di emergenza.

La mamma del ragazzo, arrivata in Terapia Intensiva Pediatrica dopo un trasferimento d’urgenza dall’Ospedale Pediatrico Santo Bono di Napoli grazie all’Aeronautica Militare, era comprensibilmente disperata e spaventata. I volontari de Il Ponte del Sorriso l’hanno accolta, fornendo non solo supporto logistico ma anche conforto emotivo in un momento di grande ansia. Un abbraccio, un sorriso e una presenza costante hanno contribuito ad alleviare la paura e a facilitare la relazione con il personale sanitario.

Il giovane doveva affrontare un delicato intervento di base cranio a causa del tumore invasivo e sanguinante. La mamma, rimasta sola, aveva ricevuto informazioni sull’incertezza dell’esito e sul rischio di vita del figlio, ma grazie all’assistenza dei volontari ha potuto contare su vicinanza e sostegno durante le ore più difficili. La Casa del Sorriso ha offerto non solo un alloggio, ma anche attenzione e supporto continuo, permettendo alla madre di sentirsi accompagnata in un momento così critico.

La mamma ha potuto apprezzare l’ambiente dell’ospedale Del Ponte, con i colori, i disegni e le immagini realizzate dal progetto “L’Arte che cura”, elementi che hanno contribuito a creare un clima di serenità e sollievo in reparti e corridoi. Ha definito la struttura un’organizzazione perfetta, capace di coniugare professionalità sanitaria e umanità.

Dopo 15 giorni in Terapia Intensiva Pediatrica, durante i quali sono state affrontate le prime criticità e sono state applicate sessioni di musicoterapia per alleviare il dolore, il ragazzo è stato trasferito in Pediatria. L’intervento chirurgico è riuscito perfettamente e il giovane non presenta segni visibili della sofferenza patita, un risultato che permette di preservare non solo la salute fisica ma anche il benessere psicologico e la normalità di una vita ancora tutta davanti.

Ora i volontari e l’educatrice dedicano tempo al ragazzo, supportandolo nel ritorno alla quotidianità e permettendogli di ritrovare la voglia di giocare e di vivere la sua età. Presto il giovane e la madre potranno lasciare l’ospedale con gioia, portando con sé non solo la gratitudine per l’eccellenza medica, ma anche per il calore umano ricevuto.

Questa vicenda dimostra come competenza medica, umanità e supporto emotivo possano insieme trasformare un momento di grande emergenza in una storia di speranza e resilienza, salvaguardando la vita e la dignità di un giovane paziente e della sua famiglia.