BUSTO ARSIZIO In scena ci sta andando con un tutore al mignolo di una mano. Sostegno per un “incidente” al tendine. Ma che nulla toglie non solo alla bellezza, ma anche alla bravura di Justine Mattera, eccezionale Marilyn Monroe nel musical “Sugar – A qualcuno piace caldo” tratto da quello che nel 1959 è stato considerato – e a buon diritto – dai critici uno dei più bei film americani mai prodotti, diretto da Billy Wilder.
Basato sulla sceneggiatura, appunto, di “A qualcuno piace caldo”, vede in scena, per la regia di Federico Bellone, accanto alla Mattera, Christian Ginepro nel ruolo Jerry (che sul grande schermo era interpretato da Jack Lemmon) e Pietro Pignatelli in quelli di Joe (cui dava volto Tony Curtis). La regia è di Federico Bellone.
La storia è quella ambientata nella Chicago del 1929, per cui i due squattrinati musicisti Joe e Jerry si travestono da donne ed entrano a suonare in un gruppo solo femminile per sfuggire agli uomini di Al Capone, essendo stati involontari testimoni della strage di San Valentino.
Lì fanno amicizia con Sugar, di cui Joe si innamora, arrivando a diversi travestimenti e a una serie di esilaranti equivoci.
In scena, un enorme schermo cinematografico dal quale gli interpreti entrano ed escono. Con scenografie in bianco e nero che ricordano il film e abiti a colori sul palco.
Un ritorno in teatro a dieci anni dalla prima edizione italiana che è anche un po’ un omaggio alla Monroe, di cui proprio lo scorso anno ricorrevano i cinquant’anni dalla morte.
In scena una compagnia teatrale composta da dodici artisti tra interpreti e corpo di ballo.
Lo spettacolo sarà il 9 aprile al Manzoni di Busto Arsizio (info 0331/67.79.61), il 10 al teatro di Varese (info: 0332/28.42.24) e il 22 e 23 alle Arti di Gallarate (info 0331/79.13.82). E ce ne parla proprio Justine Mattera, che Marilyn la ricorda davvero.
Nonostante il problema al tendine, è in scena lo stesso… Che cosa l’ha spinta a sfidare l’infortunio?
Lo spettacolo è così bello che ne vale la pena… Ci sono stati momenti in cui dietro alle quinte piangevo dal male, ma non fa niente. E poi, non ho mai avuto un ruolo così importante, sono sempre stata un po’ il numero due: qui sono il numero uno!
Impersonando Marilyn, personaggio che lei ricorda anche fisicamente… Come ci si sente a mettere in scena un autentico mito?
Marilyn è un personaggio con cui ho sempre convissuto, l’ho fatto per tanto tempo, ma esserne la socia e portare un suo ruolo a teatro sono cose diverse. Marilyn la conosco, è come se qui fosse in scena con me, come se fosse il mio angelo custode. E poi questo è “il” ruolo di Marilyn, anzi, è Marilyn. Forse sono un po’ incosciente, perché lei è una diva, un mito, ed è sempre rischioso. Rischi di esserne la brutta copia. Devi trovare il tuo ruolo. Sugar ha una nota malinconica che la rende intrigante, le dà spessore. È davvero Marilyn, leggera e profonda allo stesso tempo…
Com’è interpretare, in questo musical famosissimo, il personaggio di Sugar?
Difficile, una sfida. Anche se il testo è scritto così bene… Il mio personaggio è un’interpretazione moderata, svampita, triste, leggera tutto insieme. È complicato…
L’intervista completa e gli approfondimenti sul giornale in edicola martedì 2 aprile
s.bartolini
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