VARESE Solo quattro assessori su nove vengono promossi a pieni voti. La giunta Fontana, a quasi due anni dall’insediamento, conquista complessivamente la sufficienza. Ma non va oltre.
Per valutare le performance dell’esecutivo abbiamo preso in esame le linee di mandato dell’amministrazione (pubblicate sul sito www.vareseoggi.it, organo ufficiale del Comune) e ne abbiamo verificato l’andamento.
Da questa comparazione emerge che l’assessore più operoso è stato quello al Commercio e Turismo, il leghista Sergio Ghiringhelli. Che si merita un 8 in pagella.
Nel programma troviamo: «Valorizzazione della peculiarità commerciale di Varese. Promozione del territorio quale sede di convegni, centri direzionali, manifestazioni mettendo in rete le realtà cittadine ricettive e di servizi».
Ghiringhelli, riassumendo, ha migliorato i servizi per imprese e commercianti, potenziato il dialogo, organizzato mercatini di diverso tipo e un convegno sul futuro dell’energia sostenibile, di livello internazionale. Di questo passo può puntare a un 10 di fine mandato. Subito dopo c’è l’assessore all’Ambiente Stefano Clerici (Pdl), con un 7 e mezzo. Guardando le linee di mandato, scopriamo che nessun capitoletto è riservato all’ambiente. C’è solo il punto «azioni per il miglioramento della qualità dell’aria». In questo, con il protocollo di blocco dei veicoli più inquinanti, Clerici ha svolto le sue mansioni. Ha poi inaugurato nuove aree verdi in città, e realizzato progetti e manutenzione sulle altre. Insomma, ha fatto più di quello previsto dalle direttive del programma. In fascia alta troviamo ancora, con un 7, la leghista Maria Ida Piazza, allo Sport e Rioni. Nel programma era prevista la «Promozione di Varese come luogo di riferimento per manifestazioni sportive a carattere nazionale e internazionale» e il dialogo con i rioni periferici.
Attività piena su entrambi i punti (si pensi ai campionati ospitati a Varese e alle numerose iniziative come “Passeggiando nei rioni”). La gestione delle strutture sportive è invece di competenza dei Lavori pubblici. Infine, l’assessore alla Famiglia Enrico Angelini, che si merita un 7 meno. Soprattutto perché è riuscito, per il momento, a impedire che, nonostante la crisi, i fondi per i Servizi sociali venissero tagliati. Per quanto riguarda il programma di governo, c’è ancora da lavorare (soprattutto sulle politiche a favore delle giovani coppie e sulla creazione di centri aggregativi).
Le insufficienze gravi vanno invece a due leghisti: l’assessore all’Urbanistica Fabio Binelli e l’assessore alla Sicurezza Carlo Piatti.
A Binelli spetta l’aggravante di avere la delega dal 2006. Inoltre, appare indietro su tutto il programa.
Il servizio completo con le valutazioni di tutti gli assessori sul giornale in edicola martedì 2 aprile
s.bartolini
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