BARDELLO E’ morto in cinque minuti dopo aver ingoiato un boccone intriso di stricnina depositato da qualcuno nei boschi della zona. Non c’è stato nulla da fare per Stelys, lo splendido pastore belga di specie Malinois che lo scorso venerdì 4 febbraio è stato avvelenato in un prato non molto distante dalla casa dei padroni a Bardello. Intorno alle 17 stava passeggiando in compagnia della proprietaria quando a un certo punto il cane si è sentito male e dopo un’agonia
durata una manciata di minuti è crollato a terra ormai senza vita. La terribile vicenda di Bardello è diventata pubblica proprio all’indomani dell’avvelenamento di un’intera colonia di gatti nei boschi di Morazzone ,nel quale sono stati uccisi almeno una decina di randagi.
Prima i gatti della colonia di Morazzone, poi il cane di Bardello: storie diverse caratterizzate però dalla stessa crudeltà e dalla stessa mancanza di sensibilità. Troppo spesso, infatti, gli animali diventano le vittime di comportamenti vili e per nulla rispettosi tenuti da molte persone. L’uso del veleno sempre più diffuso che diventa una terribile minaccia per gli animali che frequentano un ecosistema ma che può nuocere anche agli stessi esseri umani. Fatto sta che in pochi giorni tra Morazzone e Bardello una decina di animali ha trovato la morte a causa di veleni-killer.
L’ultima triste vicenda è quella della morte del pastore belga di Bardello. Uno dei due proprietari, un 63enne del posto, ha presentato denuncia ai carabinieri della stazione di Gavirate segnalando la vicenda anche alla Prefettura di Varese, al presidente della Provincia, Dario Galli, al sindaco di Bardello Paola Quintè, all’assessore provinciale alle Politiche Agricole, Bruno Specchiarelli e al distretto veterinario di Laveno. Il cane è stato trasportato immediatamente nella clinica del veterinario di Brebbia che non ha potuto fare altro che constatarne il decesso. Il medico ha estratto i residui contenuti nello stomaco dell’animale per le analisi mediche e gli approfondimenti del caso dei quali si occuperanno gli esperti del centro tossicologico di Binago. Quella che doveva essere una passeggiata rilassante, a due passi da casa, nel verde dei boschi si è trasformata così nell’ennesima conferma della crudeltà di certe persone nei confronti degli animali. Il proprietario del cane, effettuando la segnalazione, con senso di responsabilità ha voluto anche evidenziare il pericolo nel quale potrebbero incorrere altri animali che dovessero trovarsi a passeggiare nella stessa zona in cui ha perso la vita Stelys. Sull’episodio indagano i carabinieri. Avvelenare un animale è un reato per il quale si rischia la reclusione da sei mesi a tre anni.
b.melazzini
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