Omicidio della piccola Matilda Si indaga sull’ex fidanzato della madre

Busto Arsizio Omicidio della piccola Matilda: riaperta l’inchiesta nei confronti di Antonio Cangialosi, l’ex fidanzato della madre. Matilda Borin fu uccisa a soli 22 mesi nel 2005 Roasio (Vercelli) nel casolare dove la madre, Elena Romani, viveva con l’allora compagno. Secondo i periti la bimba morì dopo aver ricevuto un violentissimo colpo alla schiena.

La procura di Vercelli indagò immediatamente la Romani con l’accusa di omicidio preterintenzionale. Per la ex hostess di Legnano si aprì così un lungo calvario giudiziario dal quale, assistita dall’avvocato Tiberio Massironi, uscì da innocente in tutti i gradi di giudizio. Anzi i giudici della corte d’Assise d’Appello di Torino dopo averla assolta rinviarono il fascicolo alla procura ordinando ai pubblici ministeri di riaprire le indagini concentrandosi in modo particolare sulla figura di Cangialosi.

Simone Borin, padre della piccola e alla guida con i familiari di una nota agenzia di pompe funebri di Busto Arsizio, aveva da sempre creduto all’innocenza della ex compagna. Ora il giudice Giorgio Potito, come richiesto dalla corte d’Assise d’Appello, ha revocato il non luogo a procedere nei confronti di Cangialosi dando alla procura di Vercelli sei mesi di tempo per completare l’inchiesta e acquisire nuove prove. I giudici hanno citato anche le perizie medico-legali prodotte dalla difesa in base alle quali Matilda, dopo aver ricevuto un colpo tanto forte, debba essere immediatamente svenuta. E la bimba avrebbe perso i sensi mentre si trovava sola con l’ex compagno della madre che, a sua volta, era in cortile a stendere.

«È innegabile – scrivono i giudici torinesi – che, se è vero che fino a quando la madre non uscì dalla casa Matilda non aveva manifestato di essere sofferente, pertanto non poteva avere già riportato nessuna lesione, è inevitabile concludere che il fatto lesivo si è verificato in un momento successivo e non può quindi che essere attribuito al Cangialosi, vale a dire all’unica persona che era rimasta in sua compagnia nell’intervallo in cui l’imputata si era invece trattenuta all’esterno». L’inchiesta, quindi, si riapre con un nuovo indagato. Anche Cangialosi è accusato di omicidio preterintenzionale.
S. Car.

f.artina

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