Trump minaccia l’Iran: “Distruzione totale in una notte”

Tensione altissima in Medio Oriente, Teheran non arretra
Guerra e vittime in aumento mentre cresce il timore di un’escalation

Sale ancora la tensione internazionale dopo le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha minacciato la “distruzione totale” dell’Iran entro la notte tra martedì e mercoledì.

Nel corso di una conferenza stampa, Trump ha affermato che “l’intero Paese potrebbe essere distrutto in una sola notte”, rilanciando un ultimatum a cui Teheran non ha finora risposto. Sul campo, la tensione resta altissima anche per la situazione nello Stretto di Hormuz, che secondo le informazioni disponibili non è stato riaperto completamente.

La replica dell’esercito iraniano non si è fatta attendere: le parole del presidente americano sono state definite “retorica arrogante” e prive di effetti sulle operazioni militari in corso.

Il conflitto, iniziato il 28 febbraio con bombardamenti condotti da Stati Uniti e Israele, ha già provocato migliaia di vittime in Medio Oriente, in particolare proprio in Iran e in Libano, dove opera il movimento Hezbollah.

Nel frattempo, dal fronte europeo arriva una presa di posizione netta: il presidente del Consiglio europeo António Costa ha ricordato che colpire infrastrutture civili, come centrali elettriche, rappresenta una violazione del diritto internazionale.

In Libano, il bilancio delle vittime continua a crescere e si avvicina a quota 1.500. Nei sobborghi meridionali di Beirut, sotto il controllo di Hezbollah, la situazione è drammatica: interi quartieri risultano quasi deserti, con pochi negozi ancora aperti.

Sulle strade restano i ritratti dell’ayatollah Ali Khamenei, ucciso nelle prime fasi del conflitto e oggi simbolo della mobilitazione nazionale iraniana.

Lo scenario resta estremamente instabile, con il rischio concreto di un’ulteriore escalation militare nelle prossime ore.