Donna morta dopo due interventi a Luino, cinque medici a processo: la Procura chiede il rinvio a giudizio

Donna morta dopo due interventi a Luino, cinque medici a processo: la Procura chiede il rinvio a giudizio
La 51enne è deceduta nel marzo 2022 dopo una gastrectomia e un successivo bypass gastrico. L’accusa: «Non riconosciute tempestivamente la perforazione intestinale e la peritonite». I sanitari respingono ogni contestazione

Cinque medici dell’ospedale di Luino sono accusati di responsabilità colposa per la morte di una donna di 51 anni, deceduta nel marzo 2022 dopo un percorso clinico segnato da due interventi di chirurgia bariatrica nell’arco di dieci mesi.

La Procura di Varese ha chiesto il rinvio a giudizio dei cinque sanitari, contestando una responsabilità colposa per morte in ambito sanitario. Al centro dell’inchiesta ci sono le condizioni della paziente e, in particolare, la presunta mancata individuazione tempestiva di alcune gravi complicanze.

La perforazione intestinale e lo shock settico

Secondo la ricostruzione della Procura, dopo il primo intervento si sarebbe sviluppata una perforazione intestinale che non sarebbe stata riconosciuta tempestivamente.

L’accusa contesta inoltre ai medici di non aver individuato per tempo i segnali di una successiva peritonite sfociata in shock settico, nonché di non aver approfondito alcuni elementi clinici ritenuti significativi.

Tra gli indicatori richiamati dagli inquirenti ci sono i valori degli indici infiammatori, le caratteristiche del drenaggio addominale e alcuni segnali relativi alle condizioni neurologiche della paziente.

Due interventi in dieci mesi

La vicenda clinica era iniziata nel maggio 2021, quando la donna era stata sottoposta a una gastrectomia. Dopo circa una settimana era stata dimessa.

Nel dicembre dello stesso anno sarebbe emersa una complicanza che avrebbe portato a valutare un secondo intervento. A inizio marzo 2022 la paziente era stata quindi sottoposta a un bypass gastrico.

A distanza di appena sei giorni, però, il quadro clinico era precipitato.

La donna aveva sviluppato un versamento addominale diffuso e le sue condizioni avevano richiesto un nuovo intervento d’urgenza. Successivamente era stata trasferita in Rianimazione a Varese, ma ogni tentativo di salvarle la vita si era rivelato inutile.

La 51enne è morta circa dodici ore dopo.

I medici respingono le accuse

I cinque sanitari coinvolti nell’inchiesta respingono le contestazioni e sostengono di aver agito nel rispetto delle procedure e secondo quanto richiesto dalle condizioni cliniche della paziente.

Le difese hanno inoltre posto l’attenzione sull’assenza della relazione autoptica, ritenuta un elemento importante per ricostruire con certezza le cause e la dinamica del decesso.

Il punto centrale del procedimento sarà quindi stabilire se vi siano state condotte colpose da parte dei sanitari e, soprattutto, se un riconoscimento più tempestivo delle complicanze avrebbe potuto evitare o modificare l’esito fatale.

Udienza rinviata a febbraio 2027

La vicenda giudiziaria non entrerà però immediatamente nella fase dibattimentale. L’udienza preliminare davanti al gup Marcello Buffa è stata rinviata a febbraio 2027.

Nel frattempo sono in corso anche trattative sul fronte del risarcimento. I familiari della donna, costituiti parte civile, stanno infatti discutendo con l’assicurazione di Asst Sette Laghi.

Sarà dunque il procedimento davanti al giudice a stabilire se le contestazioni mosse dalla Procura troveranno conferma e quali eventuali responsabilità possano essere attribuite ai cinque medici.

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