Scuderie Olona, Galimberti non può più nascondersi: il Comune dica chiaramente che futuro vuole per l’ippica varesina

L’incontro con Federippodromi conferma la tensione sul destino dell’area di via Galdino. Ma il tempo delle ambiguità è finito: la politica deve assumersi la responsabilità di scegliere

Il caso delle Scuderie Olona non è più soltanto una questione tecnica o urbanistica. È diventato un nodo politico vero. E proprio per questo il sindaco Davide Galimberti non può continuare a muoversi in equilibrio, evitando di esporsi su un tema che riguarda il futuro di uno dei simboli storici dello sport varesino.

L’incontro avvenuto a Palazzo Estense con Elio Pautasso, presidente di Federippodromi e figura di riferimento del gruppo Hippogroup, dimostra che la situazione è ormai arrivata a un punto delicatissimo. Non siamo più davanti a semplici indiscrezioni o tensioni di settore: qui si sta decidendo cosa sarà dell’ippica a Varese nei prossimi anni.

Da una parte ci sono gli allenatori e gli operatori ippici che continuano a ripetere una verità tanto semplice quanto scomoda: senza le Scuderie Olona l’ippodromo delle Bettole rischia di perdere una parte essenziale della propria operatività quotidiana. Dall’altra c’è una proprietà che guarda alla trasformazione urbanistica di un comparto considerato strategico e appetibile sotto il profilo edilizio.

Nel mezzo, però, c’è soprattutto il Comune. E il Comune non può più limitarsi a osservare la partita da spettatore silenzioso.

Perché il vero punto politico è questo: la maggioranza guidata da Galimberti deve decidere se considera ancora l’ippica un asset strategico della città oppure no. Non esistono più zone grigie.

Non basta inaugurare nuovi progetti alle Bettole, parlare di rilancio dell’impianto o sostenere pubblicamente il lavoro del nuovo concessionario Varese Turf & Sport se poi, parallelamente, si lascia evaporare il sistema di infrastrutture che rende concretamente possibile quell’attività.

Le Scuderie Olona non sono un dettaglio marginale. Oggi ospitano cavalli, allenamenti, box di supporto alle corse e rappresentano una componente funzionale dell’intero ecosistema ippico cittadino. Pensare di cancellarle senza una soluzione alternativa strutturata significa assumersi una responsabilità enorme sul futuro delle Bettole.

Ed è proprio questa responsabilità che ora la politica deve avere il coraggio di affrontare apertamente.

Anche perché il sospetto che aleggia nel mondo ippico è chiaro: che la partita urbanistica possa correre più veloce della revisione del nuovo Pgt, consolidando diritti edificatori e trasformazioni prima ancora che la città abbia realmente discusso quale destino assegnare all’area.

Per questo Galimberti non può sottrarsi. Non può limitarsi a gestire il dossier in silenzio o a lasciare che il confronto resti confinato tra tecnici, operatori e proprietà private. Serve una posizione politica chiara.

La domanda ormai è netta: Varese vuole ancora difendere la propria tradizione ippica oppure considera le scuderie soltanto un ostacolo urbanistico da superare?

Perché continuare a non rispondere, su un tema così delicato, equivale già a dare una risposta.