Addio al colonnello Saverio Bonacci: guidò il Deposito dell’Aeronautica di Gallarate e custodì la memoria dell’esodo giuliano-dalmata

Addio al colonnello Saverio Bonacci: guidò il Deposito dell’Aeronautica di Gallarate e custodì la memoria dell’esodo giuliano-dalmata
È morto a 88 anni. Per oltre un decennio fu comandante del II Deposito Centrale dell’Aeronautica Militare. Nel 2014 donò a Gallarate il tricolore che la sua famiglia aveva salvato durante la fuga dall’Istria e dalla Dalmazia.

Gallarate e il mondo dell’Aeronautica Militare piangono il colonnello Saverio Bonacci, scomparso all’età di 88 anni. Per oltre dieci anni fu alla guida del II Deposito Centrale dell’Aeronautica Militare di viale Milano, lasciando un segno non solo per il suo servizio nelle Forze Armate, ma anche per l’impegno nel custodire e tramandare la memoria dell’esodo giuliano-dalmata.

Ad annunciarne la scomparsa sono il figlio Paolo con Emanuela, il figlio Massimo e il fratello Giorgio.

La storia di Bonacci affondava le proprie radici nella Dalmazia italiana. La sua famiglia visse in prima persona il dramma dell’esodo seguito alla Seconda guerra mondiale. La nonna apparteneva alla famiglia Alborghetti di Scardona, nei pressi di Zara, mentre il padre, aviatore militare, perse la vita nel 1943 durante una missione nel Mediterraneo, dopo essere decollato dalla base di Marsala.

Con l’occupazione jugoslava, la famiglia fu costretta ad abbandonare la propria terra. Il percorso dell’esilio li portò da Scardona a Pola e successivamente a Umago d’Istria, fino alla partenza definitiva verso l’Italia. Bonacci ricordava quel viaggio su un’imbarcazione di fortuna, vissuto tra la paura delle rappresaglie e il dramma delle foibe, un’esperienza che segnò profondamente la sua vita.

In quella fuga venne salvato anche un simbolo destinato a diventare parte della sua eredità familiare: un tricolore con lo stemma sabaudo, precedente alla nascita della Repubblica. La madre e la nonna decisero di conservarlo senza modificarlo, custodendolo per decenni come testimonianza delle proprie origini e della storia vissuta.

La carriera militare lo portò a Gallarate nel 1979, quando prese servizio al II Deposito Centrale dell’Aeronautica Militare. Dal 1981 al 1993 ne fu comandante, contribuendo allo sviluppo di una delle principali strutture logistiche dell’Arma sul territorio.

Nel 2005, dopo la scomparsa dell’ultima zia esule, Bonacci recuperò insieme al fratello Giorgio lo storico tricolore di famiglia e lo fece esporre nel museo del Deposito dell’Aeronautica. Quando fu annunciata la chiusura della struttura e il trasferimento del museo, decise di trovare una nuova collocazione per quel prezioso cimelio.

L’8 novembre 2014 donò ufficialmente la bandiera al Museo della Società Gallaratese per gli Studi Patri, nel cosiddetto “Chiostrino” di via Borgo Antico. Un gesto dal forte valore simbolico, con cui volle affidare alla città che lo aveva accolto il ricordo della propria famiglia e, più in generale, della comunità degli esuli giuliano-dalmati.

La salma è composta nella casa funeraria di via Bottego a Busto Arsizio. Il rosario sarà recitato mercoledì alle ore 18 al Santuario di Santa Maria, mentre i funerali saranno celebrati giovedì alle ore 11 nella Basilica di San Giovanni. Al termine della cerimonia il feretro sarà accompagnato al Tempio Crematorio.

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