Mutilazioni genitali femminili, ActionAid: “A 20 anni dalla legge, fondi non usati e poca trasparenza”

ActionAid propone di integrare questo numero nel 1522, centralizzando così gli interventi nel sistema antiviolenza nazionale e favorendo una prevenzione più efficace (foto d'archivio)

ROMA – A vent’anni dall’entrata in vigore della legge 7/2006 contro le mutilazioni genitali femminili (MGF), ActionAid denuncia gravi lacune nell’attuazione della norma, chiedendo trasparenza e rendicontazione chiara sull’uso dei fondi stanziati.

Secondo l’organizzazione, l’attuazione resta “opaca e frammentata”, con difficoltà a monitorare gli interventi effettivi a livello nazionale e regionale.

Tra il 2011 e il 2025 al Dipartimento per le Pari Opportunità sono stati destinati 14,6 milioni di euro, ma oltre 9,1 milioni non risultano ancora spesi. Il Ministero della Salute ha invece trasferito alle Regioni 18,3 milioni di euro tra il 2005 e il 2025 per prevenzione, formazione e assistenza, ma senza dati completi su come siano stati impiegati.

Criticità emergono anche sul numero verde 800.300558, istituito nel 2009 e gestito dal Viminale: in 16 anni ha registrato appena 228 telefonate, con solo 9 segnalazioni effettive. Dei quasi 5 milioni allocati al servizio, oltre 3,6 milioni risultano non utilizzati. Nessuna informazione è disponibile sugli esiti delle segnalazioni.

ActionAid propone di integrare questo numero nel 1522, centralizzando così gli interventi nel sistema antiviolenza nazionale e favorendo una prevenzione più efficace.

Secondo le stime dell’Università di Milano-Bicocca, al 1° gennaio 2023 sono circa 88.500 le donne sopra i 15 anni che vivono in Italia e hanno subito una mutilazione. A rischio anche 16mila bambine sotto i 15 anni, di cui 9.000 nate in Italia.