A Varese nasce la Panchina Bianca 114: un simbolo contro gli abusi sui minori

Ai Giardini Estensi inaugurato un presidio dedicato alla tutela dell’infanzia: rete tra istituzioni, scuola e associazioni per sensibilizzare e prevenire.

È stata inaugurata il 5 maggio ai Giardini Estensi di Varese la “Panchina Bianca 114”, un’iniziativa simbolica e concreta per richiamare l’attenzione sulla tutela dei minori vittime di abuso e maltrattamento. Il progetto è promosso dal Comitato VareseSi-Cura con il patrocinio del Comune e coinvolge istituzioni, scuole e forze dell’ordine.

La panchina richiama il numero 114 Emergenza Infanzia, attivo 24 ore su 24 e gestito da Telefono Azzurro su incarico del Dipartimento per le Politiche della Famiglia. Un riferimento immediato per bambini, adolescenti e adulti che si trovino di fronte a situazioni di pericolo o sospetto. «È uno strumento che ricorda a tutti che non si è soli e che esiste una rete pronta ad ascoltare e intervenire», è stato sottolineato durante l’inaugurazione.

L’iniziativa si inserisce in un contesto preoccupante: secondo recenti indagini nazionali, oltre 113mila minori in Italia sono seguiti dai servizi sociali per maltrattamenti, con un aumento significativo negli ultimi anni. Nella maggior parte dei casi, le violenze avvengono in ambito familiare, rendendo ancora più difficile l’emersione del fenomeno.

La “Panchina Bianca 114” rappresenta il primo passo del progetto “Minori al Sicuro diventano Adulti Sicuri”, che punta a rafforzare la collaborazione tra scuole, istituzioni e servizi territoriali attraverso nuovi protocolli e iniziative di sensibilizzazione.

Un ruolo centrale lo hanno avuto gli studenti del Liceo Artistico Frattini, che hanno realizzato materialmente la panchina sotto la guida dei docenti. Un esempio concreto di come l’arte possa diventare strumento di impegno civile e consapevolezza.

All’inaugurazione erano presenti numerose autorità, tra cui il sindaco Davide Galimberti, rappresentanti della Prefettura, delle forze dell’ordine e della Provincia. Tutti hanno sottolineato l’importanza del lavoro di rete: prevenzione, ascolto e collaborazione sono gli elementi chiave per contrastare un fenomeno spesso invisibile.

La panchina diventa così non solo un arredo urbano, ma un segnale forte: un invito a fermarsi, riflettere e, soprattutto, agire. Un luogo simbolico che vuole dare voce a chi spesso non riesce a parlare e ricordare che chiedere aiuto è sempre possibile.