MALPENSA – E’ stato arrestato dalla Squadra mobile di Torino all’aeroporto di Malpensa un cittadino statunitense, Lee Mongerson Gilley, ingegnere informatico di 39 anni, destinatario di ‘red notice’ emessa dall’Ufficio Interpol di Washington perché ritenuto responsabile di omicidio aggravato plurimo, commesso in Texas nel 2024 ai danni della moglie incinta e del loro figlio non ancora nato.
L’arresto, eseguito in collaborazione con la Polizia di Frontiera dello scalo lombardo è stato eseguito nell’ambito di un’attività coordinata dal Servizio Centrale Operativo su impulso del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e con il supporto dell’Ufficio di collegamento del Fbi presso l’Ambasciata Usa a Roma.
Dopo l’arresto, l’uomo rimesso in libertà a seguito del pagamento di una cauzione e sottoposto a libertà vigilata con monitoraggio elettronico che, pero, aveva rimosso per allontanarsi dagli Usa. Giunto in Italia a inizio maggio, all’arrivo aveva esibito un passaporto belga risultato contraffatto. Una volta identificato, l’uomo aveva fatto richiesta di protezione internazionale e, quindi, trasferito al Centro di Permanenza per i Rimpatri di Torino, perché sottoposto a provvedimento di trattenimento emesso dal Questore di Varese.
Questa mattina l’uomo ha presenziato, da remoto, davanti alla Corte d’Appello di Milano, all’udienza di convalida del suo trattenimento presso il Cpr a seguito della quale è stato portato nella Questura di Torino e tratto in arresto ai fini estradizionali. Successivamente verrà condotto nel carcere del capoluogo piemontese a disposizione della Autorità Giudiziaria.
L’uomo si professa innocente e chiede la protezione internazionale: “Negli Usa rischio la pena di morte, ho paura”
Lee Mongerson Gilley ha firmato la richiesta di protezione internazionale in aeroporto. “Chiedo protezione per salvare la mia vita – le parole riportate dal quotidiano Stampa -. Negli Usa sono perseguitato per un crimine che non ho commesso e sono vittima di un accanimento mediatico pericoloso. Non ho goduto di un trattamento giusto. Ho rischiato tutto per venire in Italia per salvarmi. Spero di potere vivere in una società che mi accetti. Quella da dove provengo mi ha rifiutato e mi terrorizza. Rischio la pena di morte negli Usa. Ho molta paura di perdere la vita. Ho dei bravi avvocati, ma ci sono troppe cose che non vanno nel sistema del mio Paese. Mi hanno additato come un assassino. I media lo credono. E negli Usa hanno molto potere. Io rischio la vita anche se sono innocente”. La questura di Varese, secondo quanto scritto dalla Stampa, ha formalizzato la richiesta di protezione internazionale e ha ordinato che l’uomo fosse immediatamente trasferito in un centro per il rimpatrio. Nella serata del 5 maggio l’ingegnere dunque è entrato nel Cpr di corso Brunelleschi a Torino, unico maschio bianco occidentale. Ieri mattina, in videoconferenza dal Cpr, l’udienza di convalida davanti alla Corte d’Appello di Milano per il trattenimento. Subito dopo dall’Interpol il mandato di cattura internazionale per omicidio, quindi il trasferimento in carcere a Torino, al Lorusso e Cutugno.
(Fonte: Ansa)













