La provincia di Varese rafforza il proprio peso sui mercati internazionali nella prima metà del 2026. Secondo gli ultimi dati Istat sui flussi di commercio estero, elaborati dal Centro Studi di Confindustria Varese, tra gennaio e giugno le esportazioni hanno raggiunto 7,4 miliardi di euro, con una crescita del 14,4% rispetto ai primi sei mesi del 2025.
L’incremento risulta nettamente superiore alla media italiana, che nello stesso periodo si è fermata al 4,5%.
Parallelamente, le importazioni provinciali sono scese a 4,5 miliardi di euro, con una contrazione del 7,4%, in controtendenza rispetto al dato nazionale, che registra invece un aumento del 4,3%.
Il risultato è un saldo commerciale positivo di 2,9 miliardi di euro, in crescita del 78,6% su base annua.
Secondo trimestre ancora positivo
La dinamica dell’export resta favorevole anche considerando l’andamento trimestrale. Tra aprile e giugno le vendite oltreconfine sono aumentate dell’8,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, dopo il balzo del 22% registrato nel primo trimestre, dato rivisto da Istat.
Nel secondo trimestre le importazioni hanno invece segnato una diminuzione del 3,1%, mentre il saldo commerciale è aumentato del 29,5%. Nel complesso del semestre, dunque, la bilancia commerciale varesina mantiene un avanzo particolarmente consistente.
Fuori dall’Ue la crescita più marcata
A sostenere l’espansione delle esportazioni sono soprattutto i mercati esterni all’Unione europea.
Nel primo semestre 2026 l’export verso i Paesi dell’Ue 27 è infatti diminuito del 3,5%. Tra i principali partner si registrano arretramenti verso Germania (-3,3%), Spagna (-1,5%), Belgio (-14,4%) e Polonia (-14,5%).
In controtendenza Francia e Paesi Bassi, rispettivamente con aumenti del 3,6% e del 3,7%.
Molto più vivace il quadro dei mercati extra Ue, dove le esportazioni provinciali sono cresciute complessivamente del 30,1%.
Stati Uniti, Svizzera e Arabia Saudita
Tra le destinazioni più importanti spiccano gli Stati Uniti, con un incremento del 29,5%, il Regno Unito (+15%), la Svizzera (+50,1%) e la Turchia (+15,9%).
Particolarmente significativo il dato dell’Arabia Saudita, che sale al settimo posto tra i mercati di destinazione dell’export varesino e registra un aumento del 192,4%.
Resta invece sostanzialmente stabile il commercio con la Cina, dove le esportazioni segnano un +0,1%.
La metalmeccanica vale oltre metà dell’export
Sul fronte dei settori produttivi, il metalmeccanico continua a rappresentare il principale motore dell’interscambio varesino: nei primi sei mesi dell’anno pesa per il 55,8% delle esportazioni provinciali.
Il comparto ha aumentato le vendite all’estero del 15,7%, accompagnandole con una riduzione delle importazioni del 6,5%.
Tra le performance più rilevanti c’è quella dei mezzi di trasporto, cresciuti del 48,1%, con il comparto aerospaziale particolarmente dinamico. Per aeromobili, veicoli spaziali e relativi dispositivi l’incremento raggiunge il 57,5%.
Crescono inoltre computer, apparecchi elettronici e ottici (+21,6%), apparecchi elettrici (+4,3%) e prodotti in metallo (+3,2%). Nel primo gruppo spiccano gli strumenti di misurazione, prova e navigazione e gli orologi, aumentati complessivamente del 48%.
Non tutti i segmenti seguono però la stessa direzione: l’export di macchinari e apparecchi meccanici diminuisce del 4,3%, quello dei prodotti della metallurgia del 5,8%. Particolarmente marcato il calo delle macchine per la formatura dei metalli e delle altre macchine utensili, pari al 19,8%.
Bene moda e farmaceutica
Anche il comparto tessile, abbigliamento e pelletteria, che rappresenta l’8,4% dell’export provinciale, registra una crescita del 10,4%, mentre le importazioni diminuiscono del 10,7%.
La dinamica è però differenziata: i prodotti tessili arretrano del 5,3%, mentre crescono gli articoli di abbigliamento (+28,1%) e quelli in pelle (+16,4%).
Il chimico-farmaceutico, che pesa per il 12,2% dell’export varesino, registra invece un incremento delle vendite oltreconfine del 3,5%, con importazioni in calo del 2,9%. I prodotti farmaceutici segnano un +8,6%, mentre i prodotti chimici restano sostanzialmente stabili.
Più contenuta la crescita del comparto gomma e materie plastiche, con export a +0,6% e import a +8,6%. Gli articoli in gomma crescono dell’8,3%, mentre quelli in plastica rimangono pressoché invariati.
Alimentare in calo, boom delle altre manifatture
Tra gli altri comparti emergono invece andamenti molto differenti.
Le esportazioni di prodotti alimentari diminuiscono del 12,3%, mentre quelle di bevande registrano un calo ancora più marcato, pari al 36,8%.
In forte aumento, al contrario, l’export delle altre industrie manifatturiere, cresciuto del 182,2%, sostenuto soprattutto dalla gioielleria, dalla bigiotteria e dagli articoli collegati alle pietre preziose lavorate, che segnano un incremento del 291,4%.
Positiva anche la performance degli altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (+4,8%). Restano invece in territorio negativo mobili (-18,2%), legno (-5,3%) e carta e prodotti di carta (-11,8%).
Nel complesso, i dati del primo semestre delineano per Varese un commercio estero caratterizzato da una forte crescita dell’export, sostenuta soprattutto dai mercati extraeuropei e da alcuni comparti industriali ad alta specializzazione, a fronte di una riduzione delle importazioni.













