Texano arrestato a Malpensa, lunedì l’udienza: chiede asilo politico perché rischia la pena di morte

Il caso del 39enne ingegnere informatico accusato e ricercato negli Stati Uniti per il presunto omicidio della moglie incinta nel 2024. I giudici saranno chiamati a esprimersi sulla convalida del fermo preventivo a cui è stato sottoposto nel Cpr di Torino, dopo essere stato raggiunto dal mandato di cattura internazionale

E’ fissata per lunedì mattina davanti alla Corte d’appello di Torino l’udienza per Lee Mongerson Gilley, il 39enne texano che ha chiesto asilo politico in Italia dopo essere sbarcato all’aeroporto di Malpensa. I giudici saranno chiamati a esprimersi sulla convalida del fermo preventivo a cui è stato sottoposto nel Cpr di Torino, dopo essere stato raggiunto dal mandato di cattura internazionale.

Negli Stati Uniti – da cui è attesa una richiesta di estradizione – l’uomo è accusato di aver ucciso la moglie incinta. Parallelamente è stato avviato l’iter per l’istanza di protezione internazionale, richiesta dall’uomo, ingegnere informatico, che teme la pena di morte nel suo Paese. Ha spiegato di essere fuggito perché, vista la pressione dei media americani sul suo caso, aveva il terrore di essere giudicato ancor prima del processo. Al momento non risulta fissato il colloquio con la commissione territoriale che si occupa del suo caso. Mongerson Gilley è in isolamento in carcere a Torino.

A chi gli è stato vicino si è detto provato per gli spostamenti di questi giorni da un centro di detenzione amministrativa a uno penale, e si è professato innocente e fiducioso. Nel procedimento in Texas, Gilley è difeso dall’avvocato Dick De Guerin. In Italia si occupano del caso gli avvocati Monica Grosso e Anna Muscat.

(Fonte: Ansa)