Omicidio nel Rugareto, l’ipotesi dei due killer: si cerca la svolta nel giallo di via Piemonte

Omicidio nel Rugareto, l’ipotesi dei due killer: si cerca la svolta nel giallo di via Piemonte
Il 41enne marocchino è stato raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco. Gli investigatori valutano la possibile presenza di due aggressori, forse appartenenti a un gruppo rivale nella guerra per le piazze di spaccio

Potrebbero essere due i nomi sui quali gli investigatori stanno concentrando l’attenzione per fare luce sull’omicidio del 41enne marocchino, raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco nella zona di via Piemonte. Una delle ipotesi al vaglio è infatti che a sparare possano essere state due persone.

La pista investigativa porta ancora una volta verso il bosco del Rugareto, territorio da tempo conteso tra gruppi dediti allo spaccio di stupefacenti. Ed è proprio nell’ambiente della droga che gli inquirenti stanno cercando elementi utili per ricostruire il delitto e individuare i responsabili.

L’ombra di un precedente agguato

L’ipotesi di un agguato organizzato richiama alla memoria quanto accaduto lo scorso luglio, sempre nell’area del Rugareto. In quell’occasione un altro cittadino marocchino, ritenuto vicino a un gruppo di spacciatori, era stato sequestrato e sottoposto a una lunga e brutale aggressione.

L’uomo era stato picchiato, ustionato e ferito prima di essere gambizzato. Successivamente era stato caricato su un’auto e abbandonato nei pressi dell’ospedale di Garbagnate. Le sue condizioni avevano richiesto il trasferimento in una struttura sanitaria di Monza, dove era stato curato e salvato.

Secondo quanto emerso all’epoca, si trattava di una persona già conosciuta alle forze dell’ordine e attiva nell’ambiente dello spaccio nei boschi. Una volta scontata una precedente condanna, sarebbe tornato a operare nello stesso settore.

L’autopsia potrà chiarire la dinamica

Nel caso del 41enne ucciso sabato sera, invece, l’esito è stato tragico. Resta da capire se l’obiettivo degli aggressori fosse fin dall’inizio quello di ucciderlo oppure se la situazione sia degenerata durante l’agguato.

A fornire elementi decisivi potranno essere gli accertamenti medico-legali. L’autopsia dovrà stabilire con precisione l’orario e le cause della morte e contribuire a ricostruire la dinamica dell’aggressione, verificando anche l’eventuale presenza di ulteriori lesioni oltre a quelle provocate dai proiettili.

Indagini e coordinamento tra le forze dell’ordine

Sul caso stanno lavorando i carabinieri del Comando provinciale di Varese e della Stazione di Castellanza, coordinati dal pubblico ministero Federica Recanello.

L’indagine si muove però in un territorio che non conosce confini amministrativi. Il Rugareto e le aree boschive dell’Altomilanese e del Varesotto sono da tempo al centro dell’attenzione investigativa per il fenomeno dello spaccio.

Proprio per questo, il coordinamento tra le diverse forze dell’ordine può diventare determinante. Le banche dati, le informazioni raccolte negli anni e la conoscenza maturata dagli investigatori possono consentire di incrociare elementi provenienti da territori differenti e ricostruire collegamenti altrimenti difficili da individuare.

È anche questo uno degli obiettivi dei tavoli convocati in prefettura: mettere in comune competenze e informazioni per contrastare un fenomeno criminale che, soprattutto nelle aree boschive, continua a rappresentare una delle emergenze più complesse per il territorio.

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