Oltre tremila cessioni di cocaina nel Comasco: tre misure cautelari e perquisizioni in corso

Oltre tremila cessioni di cocaina nel Comasco: tre misure cautelari e perquisizioni in corso
Le misure sono state disposte dopo gli interrogatori preventivi del 22 settembre. Sono in corso perquisizioni a Como, Capiago Intimiano e Senna Comasco (foto della Guardia di Finanza)

COMO – Un autosalone di Senna Comasco sarebbe stato usato come punto d’appoggio per conservare e distribuire cocaina. Lo sostiene la Guardia di finanza, che ha eseguito tre ordinanze cautelari nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Como. Due fratelli sono stati condotti in carcere; un terzo è ai domiciliari. Un quarto fratello è indagato.

L’attività, intestata a uno degli indagati e dedicata alla vendita di auto usate, aveva circa cinquanta vetture. Secondo gli investigatori, alcuni mezzi sarebbero serviti per le consegne. Per eludere i controlli delle targhe, sarebbero state impiegate targhe prova; la droga veniva occultata in vani ricavati nelle auto, anche vicino al bocchettone del carburante.

Le cessioni, talvolta svolte di giorno, avrebbero interessato Como, Capiago Intimiano, Montorfano e Lipomo. Un indagato, nato nel 1983, avrebbe curato soprattutto deposito e distribuzione. In alcuni casi avrebbe indossato una tuta da meccanico. A Capiago gli investigatori hanno ricostruito appuntamenti per la consegna nei parcheggi accanto alla primaria Giuseppe Verdi.

Secondo l’accusa, i documenti presentati dai clienti dell’autosalone sarebbero stati usati, senza il loro consenso, per attivare schede telefoniche destinate ai contatti per la droga. Tra febbraio e giugno 2025 sarebbero state cedute oltre tremila dosi, con ricavi stimati superiori a 120mila euro.

Le misure sono state disposte dopo gli interrogatori preventivi del 22 settembre. Sono in corso perquisizioni a Como, Capiago Intimiano e Senna Comasco. Agli indagati sono contestati, a vario titolo, detenzione, trasporto e cessione di stupefacenti; al titolare anche sostituzione di persona. Vale la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

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