Scovato laboratorio “lager” cinese

Altro abusivismo scoperto a Busto Arsizio dopo quello di aprile: vani letto dentro al magazzino

Un altro laboratorio tessile abusivo nella zona dei Frati: è il secondo in pochi mesi che viene scoperto e smantellato dalla Polizia Locale. Il titolare, un cinese di 30 anni, faceva confezionare prodotti tessili di noti marchi del “Made in Italy” da parte di manodopera irregolare, altri cinesi che dormivano in vani letto ricavati all’interno del laboratorio stesso.

situazione

È una “piccola Manchester” dell’abusivismo quella che stanno facendo emergere, e che stanno cercando di contrastare, gli agenti in forza al Nucleo Presidio del Territorio del comando di polizia locale. Proprio in quel quartiere dei Frati che in passato è stata una delle “culle” dell’ex Manchester d’Italia, ospitando industrie storiche del tessile, come la Milani e Nipoti e la Manifattura Tosi. Ora è qui che si insediano gli abusivi, come la ditta di un cinese di 30 anni che,

con manodopera irregolare, confezionava in subappalto prodotti tessili di noti marchi italiani. Dopo aver scoperto (grazie ad appostamenti e alla collaborazione di un cittadino) nel mese di aprile, in uno scantinato del quartiere Frati un laboratorio tessile irregolare, gestito da cinesi, in cui veniva esercitata l’attività di produzione e confezionamento di abiti, con ben venti postazioni lavorative con relativi macchinari e circa 25 posti letto nelle abitazioni attigue, le indagini dei “vigili” bustesi non si sono fermate. Così alla fine del mese di luglio è scattato un nuovo blitz, ed è stata scoperta quest’altra attività tessile abusiva, sempre nella zona dei Frati. Una ispezione, condotta nell’ambito dell’attività di contrasto all’abusivismo commerciale e di tutela del settore tessile dagli operatori del Nucleo Presidio del Territorio, accompagnati dal Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri e dal personale dell’ Ats Insubria di Varese, confermava la presenza di un laboratorio tessile privo di autorizzazioni in un edificio adibito a magazzino. Non solo, gli agenti hanno rinvenuto all’interno del laboratorio stesso alcuni vani letto, dove probabilmente i lavoratori dormivano.

Un vero laboratorio-lager. L’attività è stata sospesa e sono stati identificati tre lavoratori cinesi irregolari, di cui uno clandestino (che verrà espulso dal territorio nazionale): per il titolare cinese è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e sfruttamento di manodopera irregolare, oltre ad una sfilza di violazioni amministrative in materia di commercio e sicurezza degli ambienti di lavoro, mentre gli ulteriori accertamenti in corso potrebbero far emergere anche l’evasione fiscale di tributi locali.