Occhi lucidi e sorrisi a difesa della vita. Queste sono le nostre armi per resistere

Occhi lucidi e sorrisi a difesa della vita. Queste sono le nostre armi per resistere

A voce alta

Al contrario di quello che ci riserva il clima la temperatura in casa della Fondazione Giacomo Ascoli non è mai stata così alta come in questa pallida estate. L’onda lunga dell’asta benefica «Fuck the cancer» ha travolto tutti noi portando in dote affetto e visibilità per ogni nostra iniziativa dedicata ai bambini. La consegna dell’assegno da parte dei tifosi della Curva Nord del Varese Calcio ha riempito di entusiasmo e commozione il day hospital rinforzando un’amicizia tra realtà diverse, di mondi diversi, unite nell’attenzione per gli altri. Quella che doveva essere una semplice donazione dedicata a Erika Gibellini è diventata molto di più: un fondo che, dovendo necessariamente rispettare i tempi per la realizzazione della camera asettica da dedicare ad Erika, diventa una base economica destinata a crescere perché alimentata da iniziative ed eventi a venire che potrebbero generare non una ma due camere. «Polmoni» importanti per tanti bambini che arrivano al day hospital armati di coraggio, decisi a difendere la vita.
Papà Gibe con l’assegnone in mano aveva gli occhi lucidi ma non era il solo. Tutti i grandi presenti avevano gli occhi lucidi. I bambini no, loro ancora una volta, ci hanno donato a piene mani i loro sorrisi, ricordandoci che stavamo ricordando il sorriso splendido di una di loro che non ce l’ha fatta. Bene, doveva essere la conclusione di una iniziativa condivisa e invece è stato l’inizio di una nuova missione appena cominciata. Fine settimana di riposo? Neanche per sogno. La Fondazione cammina anzi, corre. A Mesenzana abbiamo corso per la vita grazie al Gran Consiglio, al Comune e alla Parrocchia, il Gruppo Alpini e l’Associazione «Le Contrade» di Mesenzana.
Tre e sette km in amicizia, con al via famiglie intere, promuovendo l’impegno della Fondazione. E infine la solare Suor Cristina che ha portato al day hospital la sua energia, la sua «The Voice», insieme a Marco Muraro. Momenti importanti che si incastrano nella quotidianità intensa dei volontari rinforzati anzi, raddoppiati da quelli usciti dal corso 2016, per arrivare più agevolmente a coprire turni e presenze a partire da domenica prossima quando saremo tra i partecipanti della Fiera del Benessere di Varese, al Relais sul Lago, con il laboratorio didattico animato dal nostro Gruppo Immagine. Laboratorio didattico che dal 21 al 24 luglio si sposterà in riva al Lago di Monate, a Cadrezzate, per la «Fiera del lago». In quello stesso fine settimana ma sulle acque del Lago Maggiore, andrà in scena a Cerro una nuova edizione della regata velica benefica «Match Races» con protagonisti celebrati campioni della vela insieme ai volontari e ai nostri ragazzi. Una regata che concluderà gli appuntamenti estivi lanciando la ripresa di venerdì 16 settembre con la manifestazione «Arrivederci Estate» organizzata a Barasso, in Villa San Martino.
Un calendario ricco e in gran parte già programmato fino a novembre, grazie a volontari capaci di moltiplicare il loro tempo libero per dedicarlo agli altri.
E insieme ai volontari ci sono genitori e bambini che passata la bufera ritornano per essere al fianco di chi è capitato in quella stessa bufera. Per aiutarlo a trovare in se stesso la forza per combattere e vincere. I volontari dell’ultimo corso di formazione sono già al lavoro, in reparto e fuori.
Gli obiettivi della Fondazione sono gli stessi di sempre ma le strade per raggiungerli sono diventate tante, molte delle quali indicateci da tanti amici incontrati lungo il cammino e con i quali condividiamo gli ideali di sempre. Ogni nostra idea è premiata dalla Varese più bella. L’esempio più evidente è la nostra tradizionale gara benefica ai fornelli, «Cuore di Cuochi», puntualmente sold out, tanto da far sembrare troppo piccolo lo splendido salone di Villa Andrea del Centro Congressi Le Ville Ponti. Con il sorriso di Giacomo che non ci perde d’occhio un attimo, andiamo avanti. Per Giacomo, per Erika, per chi come loro non ce l’ha fatta ma soprattutto per chi ha vinto e ci contagia con il virus benefico dell’attaccamento alla vita.


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