«Riconosciuta invalida al 100%. Ma l’assistenza non me la danno»
La signora Natalina Pirrone il 25 dicembre compirà 85 anni

«Riconosciuta invalida al 100%. Ma l’assistenza non me la danno»

Rigettate le istanze di accompagnamento per l’85enne Natalina Pirrone

Affetta da Parkinson e da altre patologie che ne hanno peggiorato le condizioni di vita, riducendone le possibilità di deambulazione, tanto che i movimenti anche in casa avvengono con un bastone o con il carrello, ha chiesto due volte l’accompagnamento, ma la commissione medica, pur riconoscendone il 100% di invalidità, ha rigettato le istanze.

La protagonista della vicenda è la signora Natalina Pirrone, residente a Clivio, la quale compirà il prossimo Natale 85 anni. La signora vive da sola in una casa a Clivio. «La prima visita - racconta l’anziana - l’ho sostenuta il 15 maggio del 2015 ad Arcisate. La commissione medica che mi aveva giudicato mi ha riconosciuto il 100% di invalidità, ma mi ha negato l’accompagnamento».

«Quadro clinico aggravato»

Nel 2015, peraltro alla signora erano stati diagnosticati il morbo di Parkinson e altre patologie, ma era stata descritta come una donna lucida che poteva deambulare a piccoli passi. Con il passare del tempo la situazione è peggiorata. Nel luglio del 2016 la pensionata si era rivolta a un’associazione di Varese: «Il mio quadro clinico si era aggravato - ha aggiunto la signora - e ho presentato una domanda di aggravamento, sempre per ottenere l’accompagnamento. Il 16 dicembre 2016 ho sostenuto una seconda visita sempre ad Arcisate».

La commissione, confermando il 100% di invalidità, scrive che la signora ha visto peggiorare il Parkinson, oltre a patologie vascolari e inoltre “deambula a piccoli passi con il bastone”. Ma per il momento nessuna risposta affermativa rispetto alla richiesta dell’accompagnamento.

«Casa di riposo? Non posso»

La donna peraltro vive da sola: «Ho una donna che mi dà una mano tre volte la settimana - spiega - che fa per me la spesa poiché non riesco più a uscire. Il cibo me lo porta il comune perchè ormai non sono più in grado di cucinare. Al massimo il caffelatte la sera, ma per le difficoltà che ho a spostarmi diventa pericoloso anche stare vicino ai fornelli. Ho smesso di lavorare a 65 anni e vivo con una pensione da 1.400 euro. Il mio terrore è che se peggioro ancora dovrà andare in un ricovero e con la mia pensione non ce la posso fare».

La donna è una signora molto coraggiosa, ma vivere da sola non è facile: «Sono caduta tre volte, mi spingo con l’aiuto dei piedi e delle spalle. Arrivo fino alla porta. Apro il cancelletto e sempre da terra apro la porta. Poi prendo il telefono e me lo butto addosso. Se ricordo qualche numero lo digito. Se vedo passare qualcuno sempre da terra urlo per farmi dare una mano e mi faccio tirare su».

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