VEDANO OLONA – La riapertura del viadotto di Vedano Olona della tangenziale di Varese, chiuso dalla fine di novembre per una serie di controlli e di interventi di manutenzione, avverrà – come già annunciato – entro il prossimo 30 giugno. Lo ha confermato, nella riunione della Commissione Territorio di ieri con i consiglieri regionali del territorio, il direttore generale di Pedemontana Lombarda, Sabato Fusco, il quale ha riferito che sono all’opera tre squadre di addetti in grado di lavorare in contemporanea e di garantire il rispetto dei tempi previsti.
“Il difetto – ha aggiunto – è stato riscontrato a livello di progetto esecutivo, motivo per cui devono risponderne general contractor, progettista e validatore. I lavori causano certamente un disagio a chi percorre la A60 ogni giorno, ma quanto sta accadendo dimostra ancora di più quanto siano per noi importanti la qualità del servizio e la sicurezza di chi viaggia sulla rete”. Il viadotto è lungo 380 metri, è suddiviso in 12 campate e poggia su 11 pile in calcestruzzo. Il costo dei lavori sarà di 800 mila euro. Per quanto riguarda la scontistica applicata alla tangenziale, l’ingegner Fusco ha assicurato che verranno promosse ulteriori iniziative per far conoscere tale opportunità.
A sollecitare l’incontro di ieri sono stati i consiglieri regionali del Pd Samuele Astuti e Simone Negri e l’ex sindaco di Lozza, Giuseppe Licata, recentemente passato dall’opposizione a Forza Italia.
A margine della discussione sul ponte è stato ricordato quanto sia importante comunicare meglio lo sconto del 50% sul pedaggio per chi percorre abitualmente la Tangenziale di Varese A60, iniziativa fortemente voluta da Regione Lombardia partita il primo marzo scorso. Sul punto sono tutti concordi, rappresentanti di maggioranza e d’opposizione. Ma il Pd con Astuti attacca sulle responsabilità dell’errore che provocato la chiusura del viadotto.

Astuti all’attacco: “Errore nell’armatura, chi sono i responsabili?”
“Sul viadotto di Vedano Olona ci sono delle lesioni dovute a un errore nel progetto esecutivo, cioè è presente una quantità di armatura inferiore a quella necessaria per garantire la resistenza dell’opera. Noi siamo basiti e abbiamo per questo chiesto subito di chi è la responsabilità, chi ha validato l’opera, che rischi hanno corso i cittadini. Autostrada Pedemontana lombarda spa, Regione Lombardia, non possono incorrere in questi errori. Non nel 2025”, è tranciante il commento di Samuele Astuti, consigliere regionale del Pd, che ha chiesto l’audizione con i vertici di Apl proprio in merito alla chiusura del viadotto, tenutasi ieri mattina in V Commissione Infrastrutture del consiglio regionale.

“La chiusura repentina del tratto ci ha preoccupato molto e avevamo ragione. Tra l’altro, ho chiesto quali saranno i tempi di ripristino della viabilità su questa arteria davvero importante, che sta congestionando il traffico e provoca problemi seri. Mi è stato risposto che sono stati affidati gli interventi in urgenza, martedì scorso sono partiti e che la previsione è di riaprire il viadotto entro il 30 giugno 2025. Ma a questo punto vorremmo essere sicuri che tutto sia a posto e in particolare che le gravi responsabilità in capo a chi ha permesso che succedesse questo vengano riconosciute. Vorremmo anche che venisse compensato l’intervento che si farà da 800mila euro, che rischia di essere pagato dai cittadini lombardi per un’inefficienza in fase di progettazione e costruzione, avvenuta solo 10 anni fa”, aggiunge il dem.
“Non vogliamo neanche pensare ai rischi che potrebbero aver corso tutti coloro che in questo decennio sono passati su quel ponte e, nonostante le rassicurazioni in merito del direttore generale di Apl, Sabatino Fusco, ci viene da dire che per fortuna non è successo niente. Anche considerato che le parole del dirigente sono state poco confortanti, visto che ha detto letteralmente che questo difetto, questa menomazione non consente di avere un esercizio in sicurezza. Non so se chi è coinvolto si rende conto della gravità della situazione”, insiste Astuti.
“Altro aspetto, la scontistica, sulla quale manca la comunicazione. Nessuno sa che pagherà il pedaggio al 50% se passa sulla strada almeno 10 volte al mese. Ma il vero obiettivo nostro e dei sindaci è e rimane la gratuità”, ragiona il consigliere Pd.
“Ora, però, il vero tema è la responsabilità di chi ha redatto questo progetto esecutivo e di chi lo ha validato. Ci siamo posti anche la domanda se i lombardi possano stare tranquilli rispetto ad altre opere realizzate in questi anni. Come Pd abbiamo chiesto alla Commissione di farci avere le perizie e altro materiale che possa essere utile a capire cosa è effettivamente accaduto. Bene che si corra ai ripari, che la società si sia accorta di quanto succedeva e stia risolvendo la questione. Però, quando la validazione viene svolta, gli errori di questo tipo dovrebbero emergere: si tratta di procedure attestate, ripetitive. Vogliamo avere tutte le spiegazioni del caso e quanto prima”, conclude Astuti.